Freaks Out ~

un film di Gabriele Mainetti.

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Uno scalcagnato circo di periferia (“Mezza piotta”) guidato dal capocomico ebreo Israel (Giorgio Tirabassi) gira l’Italia sconvolta dalla Seconda Guerra Mondiale con i suoi “freaks”, l’ipertricotico Uomo Lupo (Claudio Santamaria), un nano dalle capacità magnetiche, un albino che controlla gli insetti (Pietro Castellitto) e una ragazzina dagli incredibili poteri elettrici.

Quando finalmente decidono di organizzarsi una fuga in America attraverso la Sicilia occupata, Israel finisce nei rastrellamenti del ghetto di Roma, in cui risultano coinvolti anche i freaks. Nella loro successiva fuga incontreranno un temibile direttore di un circo nazista, un pianista affetto da polidattilia e che per questo non ha potuto seguire le orme del fratello ufficiale ed è in cerca di rivalsa. Egli vorrebbe trovare soggetti dotati di superpoteri da usare per ribaltare le sorti del conflitto, anche perché inalando etere ha visioni del futuro (l’iphone, lo sbarco sulla luna, le canzoni che poi copia al piano come Creep dei Radiohead…) e ha visto la caduta del nazismo e il suicidio di Hitler.

Per il suo scopo cattura e tortura tutti i freaks che trova, e quando gli capitano per le mani propri i protagonisti della storia, che lui ha “visto” essere fondamentali, la situazione per questi ultimi diventa molto pericolosa…

Il regista di Lo chiamavano Jeeg Robot torna, e con lo stesso attore protagonista, al genere super eroistico “all’italiana” (forse meglio ancora “alla romana”) con un film molto ambizioso anche come budget che ha richiesto una lunga e tormentata lavorazione, tra riprese, montaggio, postproduzione, effetti, tanto che stava diventando un “caso” perché si pensava che non si trattasse solo di difficoltà tecniche ma di problemi creativi.

Il risultato è efficace dal punto di vista spettacolare e della creazione di un qualcosa di nuovo nel panorama italiano: qualcuno ci vede una operazione simile a quella che Leone e gli altri fecero col western, ovvero una rielaborazione originale di un cinema di genere prettamente americano, ma senza arrivare a tanto sicuramente la novità c’è.

Poi la storia non risulta particolarmente originale, e omaggia molti precursori fin dal titolo che è un chiaro riferimento al capostipite Freaks di Browning, con il suo circo di scherzi della natura solidali tra loro, e la cifra fumettistica per adulti per violenza, linguaggio, sessualità non è neanche essa nuova, venendo dopo il cinema delle graphic novel come 300 o Watchmen, o quello di Casa DC Comics come la serie di Suicide Squad o persino il Deadpool di Casa Marvel. Persino a livello di serialità i ritardi produttivi hanno fatto sì che Freaks Out risultasse “datato” rispetto a prodotti geniali e irriverenti come The boys. Attori in parte ed efficaci, anche se gli unici spazi di approfondimento della personalità sono come spesso capita nelle storie riservati al cattivo di turno, che fortunatamente non è solo pazzo e cattivo, ma è anche un fragile freak pure lui, tormentato dal suo passato e dalla visione del futuro.

Tuttavia il tentativo di rinnovamento è comunque encomiabile, e il confronto tra la solidarietà tra tutti i “diversi” e la vera mostruosità del nazismo, è efficace: si vedrà se verrà premiato dal pubblico, e se questo spingerà il cinema italiano a tornare ad osare.


Un confronto tra la solidarietà tra tutti i “diversi” e la vera mostruosità del nazismo…


Titolo originale: Freaks Out (Freaks Out, 2021)

Paese di produzione: Belgio, Italia

Principali interpreti: Claudio Santamaria (Fulvio), Aurora Giovinazzo (Matilde), Andrea Scifo (Colonnello Heynz), Pietro Castellitto (Cencio), Gianni Parisi (Carlo)

mymovies.it

“Un film storico che spazza via la monotonia, re-incanta il mondo attraverso l’eroismo e conferma Mainetti come il Mago di Oz del cinema italiano”

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