È stata la mano di Dio ~

un film di Paolo Sorrentino.

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La Napoli degli anni ’80, dell’arrivo di Maradona e della famosa partita Argentina – Inghilterra. La storia in forma di commedia (ma con una grande tragedia improvvisa e inaspettata) di una famiglia allargata ed estesa anche ai vicini, tra gite al mare, suocere volgari e coprolaliche, zie bellissime e pazze, provini per comparse per un film di Fellini, partite allo stadio, scherzi elaborati, contrabbandieri… una galleria di personaggi ed episodi decisamente felliniani, che diventa sempre più la storia di un ragazzo che sogna di fare cinema, viene “salvato” da Maradona, e che per il dolore che deve affrontare ha la motivazione, e si rende conto anche di avere qualcosa da dire, storie da raccontare, anche perché come gli dice un eccentrico regista, mostrandogli il golfo di Napoli, come si fa ad essere lì e non avere ispirazione e spunti per storie? Anche se poi, contro il suo consiglio, va a Roma per intraprendere la sua nuova vita, come aveva fatto Fellini…

Sorrentino realizza per la prima volta un film molto personale e dichiaratamente autobiografico (il ragazzo è il suo alter ego, la tragedia che ha dovuto affrontare è la sua), rendendo omaggio ad un tempo alla sua città, alle sue radici, a Maradona e a Fellini (citati non a caso tra le sue fonti di ispirazione nel discorso di ringraziamento per l’Oscar, assieme a quei Talking Heads omaggiati in This must be the place), mantenendo il suo stile, che è per l’appunto felliniano non solo nel senso migliore “barocco” ma anche nella scelta delle gallerie di personaggi e situazioni, ma virando in una dimensione più personale, e l’operazione di realizzare il suo Amarcord gli riesce decisamente… e non penso che sia stato l’ennesimo “miracolo” di Maradona, la mano di Dio che ha segnato la vita di Sorrentino come di molti altri.

Io continuo a considerare Le conseguenze dell’amore il suo piccolo capolavoro, ma con questo film Sorrentino realizza una delle sue opere migliori, e per una volta un film italiano alla Mostra non delude le aspettative: questo non è un capolavoro, l’omaggio a volte tende a farsi ridondante, il “barocco” a volte eccede, ma avercene…


Sorrentino realizza per la prima volta un film molto personale e dichiaratamente autobiografico, rendendo omaggio ad un tempo alla sua città, alle sue radici, a Maradona e a Fellini...


Titolo originale: È stata la mano di Dio (È stata la mano di Dio, 2021)

Paese di produzione: Italia

Principali interpreti: Filippo Scotti (Fabietto Schisa), Toni Servillo (Saverio Schisa), Teresa Saponangelo (Maria Schisa), Luisa Ranieri (Patrizia), Massimiliano Gallo (Franco), Renato Carpentieri (Alfredo)

Mymovies.it

“Un’Amarcord che diverte, omaggia i maestri e ricostruisce con il consueto stile la genesi artistica ed emotiva di Sorrentino”

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