~ Nowhere Special ~

un film di Umberto Pasolini.

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Un padre single e un figlio di 3/4 anni. La madre, una ragazza russa, è tornata al suo Paese abbandonandoli quando il bambino aveva pochi mesi e senza lasciare traccia, il padre, che fa l’umile mestiere di lavavetri cerca di dare tutto il bene possibile al figlio, compreso cercare una famiglia per adottarlo, perché sa che presto anche lui dovrà lasciarlo, perché ha un tumore al cervello in stadio avanzato.

In fondo la trama è tutta qui, e la sceneggiatura, a detta del giovane e brillante attore che interpreta il padre, erano un centinaio di pagine scarse… ma il punto è come è realizzata…

E’ curioso come l’italo inglese Uberto Pasolini, dopo essere stato il produttore del successo mondialie di comicità e umorismo Full Monty (ma anche lì l’attenzione e l’affetto per gli ultimi c’era tutto…) come regista abbia scelto sempre storie minime, drammatiche, struggenti e che apparentemente sono legate dal filo conduttore della morte, ma come giustamente a fine proiezione sottolineava e come esprimeva in modo intraducibile Still life, che in italiano sarebbe natura morta ma in inglese è vita “ferma”, è “ancora” vita, in realtà il tema conduttore è la vita, l’amore e l’attenzione gli uni per gli altri, e non la morte.

Il rapporto tra i due protagonisti è straordinario: il grande recita il meno possibile (come fanno i grandi attori…) esprime con piccoli gesti e sguardi e poche significative parole tutto, l’amore, l’attenzione, la preoccupazione per dare al figlio una vita felice anche quando non ci sarà più, le opportunità che lui che è passato tra mille orfanotrofi non ha avuto, sentendo il peso terribile di fare la scelta migliore (non trova mai la coppia o la single candidati che siano indiscutibilmente “giusti”), e non piange mai anche se confessa di farlo ogni volta che lascia il figlio all’asilo e vede gli altri bambini con le loro mamme e le loro famiglie felici, ma è stato abituato al fatto che mostrarsi deboli, soprattutto negli orfanotrofi, è essere completamente fregati, la sua rabbia e disperazione sono sottesi, emergono il minimo… insomma una figura ideale ma non idealizzata e giocata per sottrazione.

E poi c’è lui, il piccolo grande attore, il piccolo ometto che cresce nella sua consapevolezza, che cerca lo sguardo e la mano del padre, ubbidiente anche se a volte fa i capricci, educato come il padre gli ha insegnato, che non capisce ma istintivamente sente, e deve imparare un concetto difficile come la morte, l’idea che anche suo padre un giorno non ci sarà più… un talento recitativo spontaneo e naturale innato e una chimica tra i due protagonisti incredibile.

Poi la galleria degli incontri con i candidati genitori è meravigliosa, descrive tutto il ventaglio delle situazioni e reazioni possibili, e mette nello spettatore gli stessi dubbi o incertezze del padre, e nasce dal contatto con vere famiglie che volevano adottare, e non a caso il regista ha sottolineato che lui preferisce che ogni spettatore faccia le sue riflessioni su quella che sarebbe stata la scelta migliore, e che non necessariamente la scelta mostrata (chi più sentiva il dolore della impossibilità di stare insieme e l’abbandono e quindi sarebbe in grado di capire e rimediare) sarebbe stata umanamente la sua scelta che forse si sarebbe orientata per la scelta più improbabile, la coppia che istintivamente tutti gli spettatori rifuggono anche perché viene mostrata mettere in atto un sotterfugio con un dono al bambino volutamente e scopertamente ricattatorio (e frutto di una esperienza vera, così come la storia nasce da una notizia apparsa sui giornali assolutamente vera).

Insomma un meraviglioso film, mai melodrammatico, ma pieno di amore e cura, da tre stelle e mezzo… okey, sarò condizionato dal fatto che mi ha commosso profondamente e mi ha reso gli occhi lucidi, ma in sala su 650 persone sono in pochi a non avere pianto: per non farlo devia vere un pezzo di marmo nel petto al posto del cuore (o citando Buffon un bidone dell’immondizia).


Tra un talento recitativo spontaneo e naturale innato e una chimica tra i due protagonisti incredibile, la storia di un padre malato terminale che cerca una famiglia per suo figlio.…


Titolo originale: Nowhere Special (Nowhere Special, 2020)

Paese di produzione: Italia, Regno Unito, Romania

Principali interpreti: James Norton (John), Keith McErlean (Phillip), Eileen O’Higgins (Shona)

Marianna Cappi (mymovies.it)

“Un film di immagini tanto semplici quanto eloquenti, che mettono in poesia la crudeltà della vita”

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