~ Laila in Haifa ~

un film di Amos Gitai.

Pensavo non si potesse fare peggio di Enfants quest’anno, e invece…

Tutto ruota intorno a un locale notturno con annessa galleria d’arte ad Haifa, e se si inizia con ritmo (si apre con il pestaggio del fotografo che espone nella galleria per rubargli la macchina davanti al locale), il ritmo si perde in una serie di personaggi in cerca di una dimensione, tra il fotografo “politico”, la sua amante galllerista, il vecchio e ricco marito di lei arabo israeliano, coppie gay, drag queen, donne agèe che vanno a incontri organizzati on line a scopo… ricreativo ma mascherate in modo da poter fuggire, qualche discorso filosofico o simil politico superficiale buttato là a casaccio, in un esperanto di inglese arabo e israeliano… un guazzabuglio senza capo né coda dove non si va da nessuna parte, non si scava nei personaggi, ma si affastellano situazioni unite solo da questo microcosmo del locale notturno, come una sorta di zona franca nella situazione difficile e conflittuale israeliana, ma siamo lontani mille miglia non solo letteralmente dal Rick’s Bar di Casablanca…

Insomma il regista israeliano, che per quanto quotato ho trovato sempre piuttosto tedioso, qui fa un bel passo falso e si merita il minimo di una stella… e non zero solo perché ha il buon gusto di “risolvere” il tutto in un’ora e mezza… solo che di significativo manco cinque minuti…


Un dramma sociale che ha i contorni di una pièce teatrale. L’intento dlllli coinvolgere storie e personaggi in un unico spazio (il cuore pulsante di Israele) non convince e ne esce un’opera confusa e poco risolta…


Titolo originale: Laila in Haifa (Lala in Haifa, 2020)

Paese di produzione: Francia, Israele

Principali interpreti: Tsahi Halevi (Gil), Maria Zreik (Laila), Khawla Ibraheem (Khawla), Bahira Ablassi (Bahira)


Donna

“Un giorno ero a letto quando la mia porta si aprì. Sapevo che era lui”

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