~ Never Gonna Snow Again ~

un film di Malgorzata Szumowska & Michal Englert.

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Un misterioso ragazzo ucraino, proveniente da Prypiat ovvero la cittadina di Chernobil, lavora come massaggiatore/pranoterapeuta/ipnotista in una enclave per ricchi vicino Varsavia, un quartiere con case tutte identiche in una unica recinzione sorvegliata, che si distinguono solo per i campanelli che risuonano brani diversi di musica classica Wagner, Mozart… ma quello che si sente più spesso è il valtzer di Schostakovich di “eyeswideshutiana” memoria…) e per la varia umanità che lo compone, una comunità di persone problematiche, dal militare ex casco blu rigido e collerico, alla divorziata sovrappeso fanatica dei suoi carlini, dal malato di cancro che prova di tutto droghe comprese, alla casalinga disperata ossessionata da apparire giovane alcoolizzata e con figli che non la rispettano assolutamente, alla vedova fanatica new age che ha trasformato il marito morto in compost e ha un figlio che produce smart drugs… una umanità dolente che cerca rifugio e conforto in questo personaggio esterno e diverso da loro, con un passato oscuro (si capisce essere stato ballerino e avere visto morire la madre per tumore da radiazioni, e il non poterla guarire l’ha spinto a essere guaritore di corpi e anime) e un presente di solitudine, fatto di un triste appartamento in un palazzone di epoca sovietica, di serate negli strip club e di incubi notturni. Quando la morte del malato di cancro porta la giovane e bella vedova a cercare rifugio nel sesso col massaggiatore (cosa che le altre donne avevano inutilmente tentato di ottenere) sembra esserci una svolta, ma misteriosamente come era apparso il giovane durante un numero di escapologia in una recita scolastica sparisce davvero, ricercato dall’agenzia delle entrate e finalmente la neve, non la “neve” radioattiva di Chernobyl ricopre il quartiere.

Ora, quando si pensa al cinema polacco viene inevitabilmente in mente la scenetta di Zelig, e in fondo una certa freddezza estetica e di situazioni e interpretazioni c’è… ma questa sorta di apologo su solitudini, insoddisfazioni, microcosmi tutti uguali e al tempo stesso diversi (le case uguali…), isolati pur nella loro vicinanza e recinzione comune non è pesante come il piombo, mantiene paradossalmente nella sua lentezza e lunghezza un suo ritmo… ma non si capisce bene dove voglia andare a parare… l’intervento di una figura salvifica in una comunità di sofferenti, quando è più sofferente degli altri? I nuovi ricchi polacchi che cercano una omologazione all’occidente al punto da parlare di altri paesi come Est o di avere pregiudizi verso i loro abitanti? Un discorso ecologista che trova spazio solo nel titolo finale in cui viene detto che nel 2025 secondo gli esperti scenderanno le ultime nevicate in Europa? Forse tutto questo, forse altro ancora… ma tutto lasciato in sospeso e tutto più gelido della neve stessa, se non in qualche raro sprazzo.

Insomma due stelle perché almeno non sprofonda nella noia e tecnicamente ha un suo stile.


Un racconto sospeso che riflette sull’individuo e sulla società, sul corpo e sullo spirito. Film indefinibile che offre improvvisi squarci surreali senza alcuna risposta definitiva…


Titolo originale: Śniegu juz nigdy nie będzie (Never Gonna Snow Again – Non cadrà più la neve, 2020)

Paese di produzione: Germania, Polonia

Principali interpreti: Oleh Yutgof (Zenia), Maja Ostaszewska (Maria), Agata Kulesza (Ewa), Weronika Rosati (La vedova), Katarzyna Figura (Gucci), Lukasz Simlat (Marito della vedova)


Zenia

“Sono il tuo guaritore. Ti sto portando via la tua miseria, la tua sofferenza, la tua malattia. Fai un respiro profondo.”

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