~ The World to Come ~

un film di Mona Fastvold.

La regista, compagna e collaboratrice di Brady Corbet (sua la sceneggiatura del Vox Lux in concorso due anni fa…), illustra una storia tutta al femminile: nel midwest americano del 1856 la moglie di un agricoltore (Casey Affleck, anche produttore del film) che tiene un diario fungendo da voce narrante, e vive in una isolata fattoria scrive della sua vita, vuota ancor più da quando l’unica figlioletta è morta di difterite. In un mondo in cui le donne sono trattate da collaboratrici domestiche e fattrici di figli questo è ancora più drammatico, come se non lo fosse di per sé una condizione che la protagonista, con la sua sensibilità, la sua volontà di crescere e farsi una cultura in un mondo che non lascia spazio ad alcuna affermazione femminile. Un’altra coppia prende in affitto una fattoria nei paraggi, e la nuova arrivata (Vanessa Kirby, protagonista a Venezia 77 anche di Pieces of a Woman e attrice assolutamente da tenere d’occhio) rappresenta l’amica, la confidente, l’affinità elettiva che non c’era mai stata per la narratrice, e anche molto di più, con le conseguenze estreme che questa nascosta ribellione e liberazione porterà. Sarebbe facile etichettare il film come la versione femminile di Brokeback Mountain, e il confronto è inevitabile, ma al di là della notevole bravura degli interpreti (be’, Affleck è catatonico come sempre ma sappiamo che il suo modo di recitare è per sottrazione, e qui il suo ruolo spento e in ombra rispetto alla moglie lo richiedeva) c’è di più, una riflessione sul ruolo della soggezione alle oppressioni, al femminile in generale ma ancora più accentuato da una relazione omoaffettiva reietta oggi, figuriamoci allora, c’è il tema del rapporto tra due anime simili ma diverse che si incontrano nel modo più improbabile e difficile, tra due sensibilità ben superiori a quelle del mondo molto materiale che le circonda (in questo le figure maschili fanno una pessima figura…), e c’è una riflessione sul potere liberatorio e salvifico dell’immaginazione (a me qualcosa ha ricordato Tran de vie o Jakob the Liar o La vita è bella, che di fronte all’Olocausto declinavano le storie al sorriso e alla speranza e salvezza intima che viene dal potere della mente). Insomma, film da tre stelle meritate, interpreti da considerare per premi… e la considerazione che dopo Manchester by the Sea e questo film se vedrò Casey Affleck nel ruolo di un padre comincerò subito a temere la tragedia…

“La scrittura è come il fuoco: un servo fedele e un padrone severo”, come scrive la narratrice… qui declinata come pensiero superiore, capacità di trascendere una realtà triste e fredda col fuoco della passione, della fantasia, della libertà interiore… non è poco, e non differenzia di poco da Brokeback Mountain checchè ne potranno pensare i fan di Ang Lee.

Abigail

Ero diventata il mio dolore”

Il rapporto tra due anime simili ma diverse che si incontrano nel modo più improbabile e difficile, tra due sensibilità ben superiori a quelle del mondo molto materiale che le circonda…


Titolo originale: The World to Come (The World to Come, 2020)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Vanessa Kirby (Tally), Katherine Waterston (Abigail), Casey Affleck (Dyer), Christopher Abbott (Finney)


Abigail

La scrittura è come il fuoco: un servo fedele e un padrone severo”

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