~ Miss Marx ~

un film di Susanna Nicchiarelli.

La regista Susanna Nicchiarelli si presenta di nuovo al Lido, dopo aver vinto la sezione Orizzonti con il convincente Nico (1988) nel 2017 che avevo apprezzato, e lo fa dimostrandosi al tempo stesso come una delle nuove realtà italiane più interessanti, ma al tempo stesso una delle meno “italiane”, più internazionali, scegliendo anche questa volta una storia vera ma di ambientazioni, protagonisti e lingua (inglese) non italiani. La storia inizia con un funerale ed è un funerale illustre, quello di Karl Marx, e con l’elegia funebre pronunziata dalla protagonista, ovvero la figlia minore Eleanor detta Tussy. Devo confessare che non sapevo nulla personaggio, che pure ha avuto un ruolo non trascurabile: figlia prediletta e testimone costante degli studi del padre, redattrice e pubblicatrice delle sue opere, scrittrice e traduttrice, attrice e autrice di adattamenti teatrali (la Casa di Bambole di Ibsen rappresentata nel film vedeva come cointerpreti il compagno e un certo George Bernard Shaw…), attivista per i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori in particolare per la lotta al lavoro minorile, sostenitrice dei diritti delle donne e del suffragio universale… una figura tutt’altro che secondaria, e messa in ombra da un lato dalla incombente figura paterna, ma da un lato viene inevitabilmente da dire da un non tanto nascosto maschilismo che riguarda non solo la società ma la storia e la cultura, e sicuramente un personaggio storico come sostenitrice di un ruolo preciso e importante delle donne in una filosofia politica come quella socialista in cui poi le applicazioni pratiche e le interpretazioni sono state assai meno egualitarie delle premesse iniziali (una amica che ha studiato queste tematiche, per le strane coincidenze della vita, poche ore prima mi aveva parlato di scritti profondamente misogini ad esempio di Lenin…).

Scelta quindi coraggiosa e interessante quella della regista, che è anche soggettista e sceneggiatrice, e azzeccata la scelta della notevole protagonista, e particolare (ma molto nelle sue corde dato il precedente di Nico…) la scelta di inserire nella colonna sonora canzoni e musiche rock, anzi per la precisione punk rock: in particolare in una delle scene più inattese, strane e al tempo stesso coinvolgenti, Miss Marx, dopo aver per l’ennesima volta riaccolto in casa il compagno fedifrago, fuma oppio e erompe in uno scatenato e cantato ballo punk rock che è al tempo stesso gesto di profonda ribellione e rottura della quarta parete come dire che certe ribellioni sono del passato ma sono anche del presente (e del resto le foto delle rivolte sociali che di quando in quando intramezzano il racconto del film sono spesso discroniche rispetta alla fine dell’Ottocento, per voler essere acroniche a dimostrazione di non avere una unica e passata collocazione temporale).

Semmai una cosa mi lascia perplesso, anche se corrisponde alla verità storica: la fine della vita di Tussy, incapace di reagire ad un rapporto “tossico” con un compagno fedifrago, privo di coscienza morale, infingardo e scialacquatore (compagno perché lei aveva deciso di convivere more uxorio non potendolo sposare perché già sposato… salvo poi scoprire che alla morte della moglie di lui egli si sposò con una giovane attrice, peraltro avendo cura di rendere illegali le nozze) rischia un po’ di contraddire il messaggio di ribellione alle convenzioni sociali, di riaffermazione di un ruolo forte e indipendente delle donne. Più che una ribellione appare come una fuga di chi non riesce, nonostante le proprie qualità, a reagire ad un rapporto malsano, il che rende sicuramente la situazione universale (capita, è capitato, capiterà, purtroppo…), ma si pone in bruciante contrasto con la vera conclusione del film quando una giovanissima Tussy, in una occasione sociale di famiglia con il padre Karl e con un Engels (che risulta più come ricco benefattore, complice di sotterfugi e spirito più leggero piuttosto che come pensatore…) afferma che il suo motto è Go ahead, sempre avanti…motto che alla fine non è riuscita a seguire. Se fosse stato un regista uomo si sarebbe rischiato di pensare ad una diminutio della figura storica di fronte a una debolezza, tragica debolezza personale.

Insomma tre stelle con un dispiacere di fondo…

Eleanor Marx

Le donne sono vittime della tirannia degli uomini!”

Più che una ribellione appare come una fuga di chi non riesce, nonostante le proprie qualità, a reagire ad un rapporto malsano, il che rende sicuramente la situazione universale ma si pone in bruciante contrasto con la vera conclusione del film…


Titolo originale: Miss Marx (Miss Marx, 2020)

Paese di produzione: Belgio, Italia

Principali interpreti: Romola Garai (Eleanor Marx), Patrick Kennedy (Edward Aveling), John Gordon Sinclair (Friedrich Engels), Felicity Montagu (Helene Demuth), Oliver Chris (Freddy)


Eleanor Marx

Se quello che dicono fosse vero? Allora mio padre starebbe bruciando all’Inferno adesso”

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