~ The Disaster Artist ~

un film di James Franco.

Un film in cui si parla della realizzazione di un film. Tempo ne è passato dal capolavoro di Fellini, ma qui si raggiunge l’ennesima potenza del metacinema moderno. Come se la confusione tra finzione e realtà e finzione della realtà possa in qualche modo elevare una storia superficiale a vero e proprio cult di genere. Tratto dal libro-confessione pubblicato da Greg Sestero nel 2013 The Disaster Artist: My Life Inside The Room, the Greatest Bad Movie Ever Made, l’opera di James Franco racconta la genesi e il dietro le quinte di The Room (2003) considerato dalla critica il “quarto potere” dei film brutti, un lungometraggio indipendente scritto, interpretato, prodotto e diretto dal discusso precursore delle settima arte Tommy Wiseau, al suo primo lavoro come regista. Lasciando la figura del principale protagonista del tutto enigmatica, attraverso la prospettiva evolutiva del co-protagonista Sestero, il film ne diventa esattamente l’opposto dell’originale. The Disaster Artist riprendendo la caricatura del making off di The Room e senza per questo cadere nella sua parodia – come avvenne in Ed Wood (1994) di Tim Burton – riesce con indulgenza ad emozionare dando un senso, un sentimento, un’anima e umanità al misterioso e folle Wiseau senza per nulla sacrificare la reverenziale trasposizione del personaggio magistralmente imitato da Franco che lascia indiscutibilmente senza fiato per la sua bravura. Con ironia ma soffermandosi anche sui risvolti amari di un rapporto d’amicizia e sul dolore provato da una personalità difficile, bizzarra ed emarginata per questo, si parla del sogno americano di farcela, di riuscirci in ogni modo possibile anche se questo vuol dire sacrificarsi su tutti i fronti nella rincorsa alle aspirazioni che nel film convergono nella realizzazione di un’opera propria e originale, di come l’impegno impiegato per coltivare e portare a termine l’obbiettivo di fare cinema è reale anche se non si é la persona più adatta nel farlo, anzi quando non si è del tutto una persona in grado di raggiungerlo con i propri mezzi senza per nulla darsi per vinti ma lo si insegue come in un sogno dove il talento non è altrettanto all’altezza del desiderio di emergere. Come attraverso uno specchio l’inganno cinematografico conquista lo spettatore trascinato dalla chimica sul set dei due fratelli Franco. Interessantissima poi la successione che segue lo scorrere dei titoli di coda, dove sono affiancati spezzoni di The Disaster Artist alle riprese originali del film di Wiseau dai quali si possono verificare le rigorose attinenze fisiognomiche dei protagonisti e il rigore adottato nel riprodurre e recitare ogni singola scena. Più volte la si guarda e più la si apprezza. È una pellicola difficile da dimenticare, capace di far venire il coraggio di vedere anche il film da cui è tratta, di conoscere meglio il suo protagonista e, forse, di giudicare meno le persone che ci stanno intorno e che ci sembrano tanto “diverse” pensando fuori dagli schemi e agendo al di là della morale comune.


So bad is good. In una parabola artistica, i sogni di celluloide di un aspirante pioniere del cinema…


Titolo originale: The Disaster Artist  (The Disaster Artist, 2017)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: James Franco (Tommy Wiseau), Dave Franco (Greg Sestero), Seth Rogen (Sandy Schklair), Ari Gaynor (Juliette Danielle), Alison Brie (Amber)


Tommy Wiseau, alias Johnny

“I did not hit her, it’s not true! It’s bullshit! I did not hit her! I did not. Oh hi, Mark”