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Giù la testa

Giù la Testa

~ Giù la testa ~

un film di Sergio Leone.


Juan Miranda, un fuorilegge messicano, è padre di cinque figli che lo aiutano nelle sue imprese banditesche. Associatosi con John Mallory, un irlandese esperto in esplosivi, con l’intento di svaligiare una banca, si ritrova invece a combattere al suo fianco con i rivoltosi di Villa e Zapata. Dopo aver preso parte alla conquista della cittadina di Mesa Verde, contro le truppe del colonnello governativo Gunther Resa – spietato massacratore di peones – Juan scopre che costui, riuscito a salvarsi, ha fatto uccidere, con altri ribelli rifugiatisi sui monti, i suoi cinque figli. In una disperata sortita contro i “regulares” che lo hanno stretto d’assedio in una grotta, miranda finisce loro prigioniero, ma John lo salva in extremis dalla fucilazione. Benché venga considerato un eroe, Miranda non s’è convertito affatto alla rivoluzione. insieme con John, sale clandestinamente su un treno che ospita anche l’odiato Governatore. Il treno viene attaccato dai rivoltosi e ancora una volta Juan e John si ritrovano schierati con loro. Ucciso il Governatore, Miranda affronta a fianco dell’amico i soldati di Gunther Resa, aderendo infine alla causa rivoluzionaria. L’amicizia sulle note più belle mai scritte per il cinema.


Titolo originale: Giù la testa (1971)

Paese di produzione: Italia, Spagna, Usa

Principali interpreti: Rod Steiger (Juan Miranda), James Coburn (John H.”Sean” Mallory), Romolo Valli (dottor Villega), Antoine Saint-John (colonnello Gunther Reza), Franco Graziosi (governatore Jaime)


“La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezzà, con tanta grazia o cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza.” (Mao Tse Tung)

[…]

John H.”Sean” Mallory: “Giù la testa… coglione!”

[…]

Juan Miranda: “Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzioni. Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c’è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: “Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto” […] Io so quello che dico, ci son cresciuto in mezzo, alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: “Qui ci vuole un cambiamento!” e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzioni… E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente… tutto torna come prima!”

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