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Per una critica soggettiva, questa è la scala di valori attribuita in stelle da Cinecapolavori per il giudizio complessivo di ogni singola opera presentata. Di norma, viene offerta la conoscenza di opere che nell’insieme presentano un grado di giudizio positivo. Una valutazione negativa può presentarsi laddove il film, nonostante una forte attesa e aspettativa, viene a mancare di qualità, originalità e contenuti o solo per ironizzare su opere che non temono nessuna critica a riguardo.

5 Stelle pietre miliari
Pietra miliare
5 Stelle
Capolavoro
4.5 Stelle
Splendido
4 Stelle
Imperdibile
3.5 Stelle
Avvincente
3 Stelle copia
Piacevole
2.5 Stelle
Banale
2 Stelle copia
Noioso
1.5 Stelle
Malfatto
1 Stelle
Sgradevole
0.5 Stelle
Atroce
0 Stelle.png
Inclassificabile

“Anche in un cielo oscuro che non lascia intravedere nulla, si nasconde inevitabilmente una stella che brilla” (Toradora)


Per riassumere il fine del mio lavoro, voglio condividere con Voi un estratto di un articolo di Roger Ebert.

Il celebre critico americano scrisse il suo pensiero in relazione alla riflessione sul mero giudizio di un’opera cinematografica.

“SI ATTRIBUISCONO TROPPE STELLE”

di Roger Ebert

14 Settembre 2008.

“…

  1. In connessione con la mia affinità per i generi, nei primi giorni della mia carriera dissi: «Ho valutato un film in base alle sue “generiche aspettative”», qualunque cosa ciò volesse dire. Si potrebbe tradurre così: «Le valutazioni con le stelle sono relative, non assolute. Se un regista sta chiaramente cercando di fare un particolare tipo di film, e il suo pubblico è alla ricerca di quel particolare tipo di film, parte del mio lavoro sta nel giudicare quanto il regista è venuto a raggiungere il suo scopo». Naturalmente questo non significa necessariamente attribuire quattro stelle al miglior film spazzatura possibile. Nella mia mente, quattro stelle e, del resto, una stella, sono in assoluto, non relative. Si muovono al di fuori delle “generiche aspettative” e il trionfo o il fallimento non dipendono da queste.
  1. Ho citato innumerevoli volte una frase dal critico Robert Warshow (1917-1955), che scrisse: «Un uomo va al cinema. Il critico deve essere abbastanza onesto da ammettere che lui è l’uomo».

…”

17th Annual American Society of Cinematographers Awards
Roger Ebert

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