My Book

I capolavori del cinema sono tali perché la loro bellezza eterea dura nel tempo. La validità estetica dell’arte cinematografica risiede nella sua attitudine e capacità specifica di trasformare la nostra realtà in oggetto dell’immaginazione. Per questo, anche se percepiti difformemente in relazione alla loro produzione, i grandi film hanno il potere, come per i classici della letteratura, di coinvolgerci nelle vicende e nei personaggi creati, suscitando emozioni in grado di mutare i nostri stati d’animo e pensieri. Il volume introduce il lettore alla cinematografia; dai primi rudimentali esperimenti di Le Prince e dei fratelli Lumière alle meraviglie fantastiche di Méliès; dalle riforme e innovazioni di Porter fino alla nascita del cinema classico/narrativo di Griffith. Un percorso attraverso l’Espressionismo tedesco e il cinema muto hollywoodiano, dall’introduzione del sonoro e parlato alla Nouvelle Vague, dai classici orientali al Neorealismo postbellico italiano, dalle pellicole a colori ai moderni film digitali di inizio secolo. L’opera ripercorre il susseguirsi dei più grandi registi di sempre, i momenti salienti impressi su pellicola che hanno contraddistinto le diverse cinematografie internazionali, la nascita dei generi, delle scuole e tecniche della Settima Arte attraverso una selezione audace, ma guidata dal cuore, di 500 opere imprescindibili da vedere almeno una volta nella vita.

CAPOLAVORI DEL CINEMA DA VEDERE NELLA VITA

I migliori film di sempre

XX Secolo

 

Il seguente libro è solo il primo capitolo di una serie di volumi dedicati al mondo del cinema.

Tutto nasce da un’opera ben più complessa che comprende:

500 Capolavori del Cinema tra cui

100 Schede sulle pietre miliari cinematografiche del XX Secolo (Il primo capitolo in questione) e

50 monografie dei registi più influenti


MASTERPIECES OF CINEMA

 

Masterpiece, Mästerverk, Meisterwerk, Capodoperă, Obra maestra, Obra-prima, Chefs-d’oeuvre. Il termine capolavoro esiste in ogni lingua del mondo e, nel mondo ogni giorno, viene pronunciato da milioni di persone, associato ad un libro, un dipinto, una scultura, un brano musicale, un film, una meraviglia naturale, persino ad una impresa sportiva o un qualunque fine o prodotto di rilievo raggiunto o creato dall’uomo. Proprio perché ognuno ne attribuisce una definizione diversa e soggettiva, non tutti sono in grado di definire chiaramente questo termine. È chiaro che una definizione univoca non può esistere come non può esistere un profilo del capolavoro.

Se ne possono dare delle versioni, presentare degli esempi, attribuire delle immagini, delineare degli schemi e fornire degli spunti, ma si restituirebbe sempre una concezione sfocata e generica del suo insito significato.

Perché, se come disse Richard Wagner:

«il capolavoro guasta la tolleranza verso tutti gli altri»,

evidentemente

«il capolavoro è quella dimensione oltre la quale nulla d’inferiore è più tollerato poiché la più alta aspettativa è stata realizzata» (Annalisa Pistoia).

E se l’artista francese Yves Klein proferì con leggerezza su di sé:

«il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, se stesso»,

il matematico George Bernard Dantzing espresse con più riguardo:

«ci eleva al di sopra della banalità, della mediocrità, della monotonia» […] «Espressione la più audace possibile di una personalità, ogni capolavoro è unico. Niente attiene al capolavoro se non la forma di quel capolavoro. Il capolavoro è la creazione più esaltante dell’umanità».


Ora ho sicuramente un motivo in più per completare entro l’anno in corso il mio saggio sul cinema. L’ho promesso ad una persona che stimo ormai da anni per la sua competenza e capacità di diffondere la cultura e la bellezza dell’arte alle persone. Che questa preziosa dedica sia da monito personale perché io possa crederci realmente fino in fondo… ora che la meta è così vicina.

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“Roberto si forte e sicuro”, Vittorio Sgarbi