~ Qui rido io ~

un film di Mario Martone.

La vita del commediografo napoletano Eduardo Scarpetta (Toni Servillo) a cavallo tra Ottocento e Novecento, creatore della maschera di Felice Sciosciammocca che soppiantò Pulcinella per successo popolare e che fu poi interpretata da Totò in film tratti dalle sue commedie come Un turco napoletano e la celeberrima Miseria e nobiltà.

Tra enormi fortune economiche (il titolo del film era la frase fatta incidere sulla lussuosa villa al Vomero costruita con gli incassi di una sola commedia) e una situazione famigliare a dir poco caotica (nove figli da 4 donne diverse quasi tutte già imparentate tra loro, spesso non riconosciuti ma di cui uno probabilmente era figlio di una relazione della moglie “ufficiale” con Vittorio Emanuele II), il film si incentra sulla celebre causa per plagio intentatagli dalla SIAE per una parodia dell’opera di D’Annunzio La figlia di Iorio e che vide schierarsi contro di lui Salvatore Di Giacomo e a suo favore niente meno che Benedetto Croce, conclusasi con una sentenza di assoluzione che fece storia per l’affermazione della libertà di parodiare in Italia, ma seguita dopo poco dal suo ritiro dalle scene.

Quest’anno davvero alcune delle cose migliori di Venezia arrivano dai film italiani: questo film di Martone si distingue perché interessante, scorrevole nonostante una durata non indifferente (cosa che in altre opere del regista mancava), ben scritto, diretto e interpretato da un cast corale in cui certo spicca per la consueta bravura Servillo, ottimo nel scolpire una figura unica nel suo genere, con questa sua situazione famigliare da sultano in un harem, da capoclan di famiglia allargata con rapporti complessi e conflittuali con compagne e figli, con il suo successo che si sente nascere dal bisogno di rivalsa economica e sociale, con la sua volontà di rivendicare una dignità del suo lavoro, comunque arte al pari di quella di D’Annunzio.

Inoltre ne esce un ritratto di una parte importante della storia del teatro italiano, oltre che napoletano, non solo per Scarpetta personalmente, non solo perché tre dei suoi figli mai riconosciuti e rappresentati nel film sono Titina, Peppino e soprattutto Eduardo De Filippo (ma un altro dei suoi figli è il padre di Roberto Murolo…), ma anche perché davvero la causa è stata una tappa fondamentale che ha sancito una libertà espressiva a teatro in Italia, una affermazione della possibilità di parodiare e irridere persino gli amici dei potenti che poi sarebbe stata spazzata via una quindicina di anni dopo.


Un ritratto di una parte importante della storia del teatro italiano...


Titolo originale: Qui rido io (Qui rido io, 2021)

Paese di produzione: Italia

Principali interpreti: Toni Servillo (Eduardo Scarpetta), Maria Nazionale (Rosa De Filippo), Cristiana Dell’Anna (Luisa De Filippo), Antonia Truppo (Adelina De Renzis), Eduardo Scarpetta (Vincenzo Scarpetta)


mymovies.it

“Un’opera ambiziosa, resistente, tragica, dove la Napoli di Scarpetta diventa emblema e repertorio di tutte le emozioni del mondo”

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