~ Una donna promettente ~

un film di Emerald Fennell.

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Una bella donna visibilmente e totalmente ubriaca in un locale… un gruppo di amici che la nota e uno di loro si vuole atteggiare a cavaliere riportandola a casa, solo che in realtà ha in mente una facile avventura… solo che al dunque la donna, Cassie, si rivela tutt’altro che ubriaca e terrorizza l’uomo perché non ci pensi più a riprovare a fare la stessa cosa… perchè lei è in missione, e la missione a cui ha dedicato la sua vita è vendicare la sua migliore amica, Nina. Quest’ultima, mentre entrambe frequentavano la facoltà di medicina, ubriaca ad una festa aveva subito una violenza di gruppo da compagni di facoltà, ma non era stata creduta e fu considerata ubriaca e consenziente, con la conseguenza di cadere in depressione, mollare gli studi e poi suicidarsi. Anche Cassie ha lasciato gli studi, è tornata a vivere con i suoi, fa la cameriera e non ha amici, ma ha la sua missione, appunto vendicare Nina terrorizzando i potenziali emuli dei suoi ex compagni e punendo tutti i potenziali colpevoli: la compagna di università che ha contribuito a dare una immagine di Nina come una ragazza facile, la decana dell’università interessata solo a coprire lo scandalo e gli studenti, l’avvocato senza scrupoli dei colpevoli, via via fino a risalire a questi ultimi. A un certo punto il film sembra imboccare la strada della commedia romantica, con Cassie che reincontra un compagno di università ora medico affermato e intraprende una relazione con lui, e che giunge a perdonare l’avvocato che, sconvolto, ha lasciato la professione ed è sinceramente pentito. Il finale sarà ben difficile da considerare un lieto fine, anche se in un certo senso è così, ma il senso di amarezza che lascia supera di gran lunga la “poetic justice” con cui si chiude.

Un film che spiazza anche per il tono, che inganna consapevolmente lo spettatore, descrivendo una vicenda sconvolgente (e come non pensare oggi ai paralleli con la triste attualità) di violenza sulle donne, con un tono non melodrammatico e appunto quasi in certi punti da commedia, e che per questo colpisce ancora più duro e fa riflettere. Al tempo stesso è la storia di una grande amicizia che supera i confini della morte, ed è una storia di abnegazione e di inventiva al tempo stesso.

Mattatrice assoluta Carey Mulligan, non nuova anche a personaggi difficili da affrontare, in situazioni dure (come non pensare a Shame di Steve McQueen…), e assolutamente in meritata corsa per gli Oscar in una compagnia peraltro quasi mai così forte come quest’anno (la McDormand e la Kirby su tutte), in un film non perfetto, nel suo essere bello ma forse anche troppo spiazzante, ma che sicuramente affronta e fa riflettere su un tema che merita tutta l’attenzione, senza usare non a caso in tutto il film le parole “stupro” e “violenza sessuale” e che deve spingere a pensare alle vittime invece di concentrarsi sui colpevoli (anche il titolo gioca sul fatto che spesso giovani autori di violenze come quelle narrate sono stati difesi definendoli “giovani uomini promettenti, con un grande futuro davanti da non rovinare”), film candidato in tutte le categorie principali (regia, film, sceneggiatura, interprete femminile e montaggio).

Cassie

“Guarda com’è stato facile. Penso che dovevi solo vederla nel modo giusto. Penso che si pensi in modo differente quando è qualcuno che amiamo”

Una vendetta in cinque atti condotta da un’eroina giustiziera. Una riflessione sulla violenza femminile tra umorismo nero e venature da thriller…


Titolo originale: Promising young woman (Una donna promettente, 2020)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Carey Mulligan (Cassandra “Cassie” Thomas), Bo Burnham (dott. Ryan Cooper), Alison Brie (Madison), Clancy Brown (Stanley Thomas), Jennifer Coolidge (Susan Thomas)

Cassie

È il peggior incubo di ogni uomo essere accusato così!” […] 
“Sai qual è il peggior incubo di ogni donna?”