~ La vita nascosta – Hidden Life ~

un film di Terrence Malick.

Franz Jägerstätter, contadino di un paesino delle montagne austriache dove vive con la moglie e tre figlie piccole, è l’unico della sua comunità a votare contro l’anschluss per ragioni religiose e morali: costretto ad arruolarsi, rifiuta di essere mandato a combattere in quanto obiettore di coscienza e rifiuta anche la possibilità di servire in sanità in quanto dovrebbe comunque giurare fedeltà ad Adolf Hitler. Viene per questo incarcerato e nonostante l’amore che prova per la sua famiglia rimane fedele al suo imperativo morale fino al sacrificio supremo.

E’ la citazione di Eliot che chiude al film a dare il senso alla storia: la vita nascosta, la silenziosa testimonianza di una resistenza morale non “urlata” ma portata avanti con coerenza estrema. La storia vera di Jägerstätter, beatificato pochi anni fa viene raccontata da Malick quasi linearmente, con poche digressioni temporali e filosofiche, affidate agli scambi epistolari tra Jägerstätter e la moglie che fungono da flusso di coscienza e da testimonianza delle convinzioni, viste più nella prospettiva morale universale che religiosa, e sono la via per comprendere il significato del sacrificio, altrimenti mai “gridato”, quasi mai affidato al dialogo: molta oratica, ben pochi per non dire nessun proclama. Se la linearità e la tendenza alla digressione tenuta a freno stavolta aiutano a rendere fruibile il film (ricorderà sempre che quando si dice prenderla alla larga, in Tree of life Malick racconta una storia familiare partendo dal big bang e dai dinosauri, e non è una battuta…) non altrettanto avviene per la lunghezza dell’opera (quasi tre ore): è vero che soprattutto dopo i primi 45 minuti che decisamente girano a vuoto e assopiscono, il film acquisisce un suo ritmo, pacato e sommesso ma coerente con la storia che si sta raccontando e quindi appropriato, ma resto convinto del fatto che anche un’oretta in meno di durata non sarebbe stata male, avrebbe decisamente giovato.

Quanto alle interpretazioni, la fama di Malick lo porta a radunare un cast di grandi attori europei in ruoli che per lo più sono semplici cameo (ed essendo il film del 2019 è anche l’occasione per vedere tra le ultime apparizioni di Ganz e Nyqvist), ma gli unici veri protagonisti sono due. Da una parte Valerie Pachner come moglie di Jägerstätter, capace di accettare ed appoggiare con un dolore atroce la scelta estrema del marito, e questa apparente contraddizione tra l’amore e il rispetto per la decisione dall’esito che conosciamo non era facile da interpretare, e del resto è stato da molti rinfacciato anche alla vera Franziska, e a mio parere lei ci riesce benissimo, e dall’altra il Franz Jägerstätter di August Diehl, tutto riflessione, pacatezza, poca azione e grande statura e coerenza morale… insomma niente di più diverso dal ruolo più celebre di Diehl, ovvero l’ufficiale delle SS che in Bastardi senza gloria di Tarantino determina, con la sua perfida astuzia, con il suo stile istrionico e sopra le righe la vicenda della locanda nella cantina…e quindi se la bravura di un attore si misura anche dalla sua capacità di interpretare uno spettro molto ampio dei caratteri e delle caratteristiche umane direi che non ci sono molti dubbi sulla bravura di questo protagonista.

George Eliot

Poiché il bene crescente del mondo dipende in parte da atti non storici; e quelle cose non sono così negative per te e per me come avrebbero potuto essere, in parte a causa del numero di persone che ha vissuto fedelmente una vita nascosta, e riposa in tombe non visitabili

Nel complesso forse il miglior film di Malick da molti anni a questa parte, ma proprio perché per certi versi è quello in cui il regista tiene più sotto controllo certi vezzi stilistici della sia produzione più recente: non un capolavoro assoluto, anche solo perché troppo lungo, ma comunque un film da vedere, anche solo per conoscere una storia poco conosciuta di una figura morale dal valore universale e di uno dei pochissimi oppositori interni del nazismo.

Se poi a qualcuno venisse la curiosità di conoscere un’altra figura di oppositore decisamente rara e particolarmente misconosciuta, consiglierei di leggere la storia di Georg Elser, il tedesco che aveva capito anni prima della guerra a cosa avrebbe portato Hitler, e che per uno scarto di soli sette minuti avrebbe potuto cambiare il corso della storia

Il suocero di Jägerstätter

É meglio soffrire un male che commetterlo

Dolente elogia che illustra con emotiva partecipazione la lotta granitica di un uomo mite per conservare il suo credo e la sua autonomia di Uomo (Peer Gynt)…


Titolo originale: Hidden Life  (La vita nascosta – Hidden Life, 2020)

Paese di produzione: GermaniaUsa

Principali interpreti: August Diehl (Franz Jägerstätter), Valerie Pachner (Franziska Jägerstätter), Maria Simon (Reise), Matthias Schoenaerts (Herder), Michael Nyqvist (vescovo Joseph Flieben), Bruno Ganz (giudice Lueben), Jürgen Prochnow (maggiore Schlegel), Tobias Moretti (padre Ferdinand Fürthauer


Franz Jägerstätter

Se Dio ci ha dato il libero arbitrio, siamo responsabili di cosa facciamo e di cosa non facciamo!

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