~ Greyhound – Il nemico invisibile ~

un film di Aaron Schneider.

Durante i primi giorni del coinvolgimento degli Stati Uniti d’America nella seconda guerra mondiale, una flotta internazionale di 37 navi alleate, guidate dal tenente comandante Ernest Krause al timone del torpediniere USS Keeling, attraversa l’Atlantico del Nord inseguito dagli U-Boot tedeschi. Sarà per la trama poco brillante o per il one man show, ma questa avventura per mari tratta dal romanzo del 1955 di Cecil Scott Forester “The Good Shepherd”, adattata per il grande schermo dallo stesso Hanks e dove tutto é ambientato sulla nave che da nome al titolo, non ha aggiunto nulla di nuovo a una filmografia che da tempo va sempre più ad arricchirsi di opere che, pur portando alla luce racconti veri e interessanti che omaggiano episodi di secondo piano, lasciano il tempo che trovano non riuscendo ad emozionare (mi viene in mente per stare sul tema della navigazione Indianapolis). Ormai le scene di guerra sono tutte impeccabili e sul grande schermo difficilmente nel piano tecnico un’opera di primo livello può deludere, ma le brevi sequenze di un amore passato del capitano non offrono quello spunto poetico che in questi film tende sempre a scarseggiare o a non esserci del tutto. Viene così a mancare la firma di un regista, o l’interpretazione di un attore che, seppur recitando in modo diligente nel suo ruolo tende sempre a rimarcare e reiterare la figura di quell’eroe americano positivo, fedele, diligente, religioso e con una salda morale visto e rivisto in centinaia di altre pellicole e che tanto piace agli yankee. La difficoltà nel trovare originalità si specchia nella suspence che accompagna gran parte della storia. Forse sarebbe stato meglio affidare la sceggiatura ad uno sceneggiatore di mestiere perché le uniche scene degne di nota risultano quelle dove si avverte la presenza del nemico. Gli U-Boot tedeschi. Avversari invisibili che non si vedono mai, seppure le loro voci minaccino di morte via radio la Greyhound (così come viene nominato al radiocomando il caccia torpediniere USS Keeling). Ogni qualvolta il nemico si presta ad avvicinarsi alla nave udiamo degli acuti che buffamente mi hanno ricordato quelli presenti in Willow durante la scena del crocevia dei Daikini. L’invisibilità dei “nemici”, è spesso una prerogativa dell’horror ma la paura nei confronti di antagonisti nascosti é nuovamente un qualcosa di già visto e rivisto (si pensi a classici come Tremors o Lo Squalo che al tempo rivoluzionarono lo stesso cinema horror). Distante anni luce dai migliori film sul tema. Si trova più emozione nel leggere un fumetto di Jean-Yves Delitte. Ricordiamoci sempre che in Duel Spielberg senza budget e con un solo attore inseguito da un camion ha fatto scuola nel generare tensione emotiva. Ma dopotutto ci sono maestri del cinema e registi.


Il film di guerra più atteso dell’anno si rivela essere un buco nell’acqua. In un realismo che mette in difficoltà lo spettatore, la guerra in mare prende le forme di un gioco interpretativo ricco di tensione e in una costruzione claustrofobica degli spazi…


Titolo originale: Greyhound  (Greyhound – Il nemico invisibile, 2020)

Paese di produzione: Canada, Cina, Usa

Principali interpreti: Tom Hanks (comandante Ernest Krause), Stephen Graham (Charlie Cole), Rob Morgan (George Cleveland), Elisabeth Shue (Eva Krause), Manuel Garcia-Rulfo (Melvin Lopez)


Comandante Ernest Krause

“Abbiamo un branco di lupi alle calcagna!”

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