~ E domani un altro mondo ~

un film di Julia von Heinz.

Mannheim, una giovane studentessa di giurisprudenza (in realtà una giovane baronessina che un po’ gioca a fare l’alternativa) inizia a vivere in una comune antifascista, ma quando dalle pacifiche contestazioni dei comizi dei neonazisti si comincia con le provocazioni e i primi scontri lei si trova inseguita ed aggredita e salvata all’ultimo momento da uno dei militanti. E qui questo episodio fa scattare qualcosa, in una sorta di legge del taglione lei diventa prima partecipe poi sobillatrice di azioni sempre più pericolose e infine violente, prima verso le cose e poi verso le persone, al punto da pensare di agire con un fucile da caccia sottratto ai genitori o di usare l’esplosivo sottratto ai neonazisti… si fermerà in tempo? O come lasciano pensare le scene conclusive in ogni caso violenza chiama violenza, sangue chiama sangue, in una spirale distruttiva senza fine? Se indubbiamente viene mostrata comprensione solo per una parte (i neonazisti sono trucidi, razzisti, antisemiti…) viene indubbiamente mostrato che la violenza è comunque violenza e si assomiglia da qualsiasi parte venga, il che è un merito, ma rischia di scadere nel qualunquismo considerato che le riflessioni appaiono un po’ confinate alle lezioni di diritto costituzionale all’università, limitate al concetto che già la costituzione tedesca, memore del passato totalitario, afferma il diritto anche del singolo cittadino a lottare per la difesa dell’ordine democratico e sociale (ma il punto è il come, e paradossalmente anche i filo totalitari si aggrappano allo stesso concetto ma intendendo per “ordine” la legge e ordine contro gli “estranei”).

Insomma, due stelle più che altro per lo spaccato di una situazione tedesca “spaccata” tra opposti e speculari estremismi, ancora oggi come in passato (i cattivi maestri da una parte e dall’altra arrivano dritti dagli anni passati, siano ex terroristi rossi dinamitardi o ex neonazisti militanti di azioni violente) ma senza quelle riflessioni che induce a fare per esempio un film come L’onda, con la sua rappresentazione psicologica del fatto che gli anticorpi del totalitarismo (di tutti i totalitarismi), non sono ancora sufficienti in Germania.


Il tema delicato della recrudescenza in Germania dei nostalgici del Terzo Reich. Lo spaccato di una situazione tedesca tra opposti e speculari estremismi, ancora oggi come in passato…


Titolo originale: Und morgen die ganze west (E domani un altro mondo, 2020)

Paese di produzione: Francia, Germania

Principali interpreti: Mala Emde (Luisa), Noah Saavedra (Alfa), Tonio Schneider (Lenor), Luisa-Céline Gaffron (Batte), Andreas Lust (Dietmar)


cit. art. 20 comm. 1 e 4 della Costituzione tedesca

La Repubblica Federale di Germania è uno Stato federale democratico e sociale.” […] “Tutti i tedeschi hanno diritto di resistere a chiunque tenti di rovesciare questo ordinamento, qualora non via altro rimedio possibile.”

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