~ Farewell – Una bugia buona ~

un film di Lulu Wang.

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Una famiglia cinese dispersa per il mondo: la vecchia nonna è rimasta in Cina, i due figli vivono con le proprie famiglie uno in America e uno in Giappone. Ma quando alla nonna viene diagnosticato un tumore che le lascerebbe pochi mesi di vita tutti decidono di non rivelarle nulla e di tornare in Cina per starle vicino con la scusa dell’improvvisa decisione di uno dei nipoti di sposare la fidanzata giapponese, e di lasciare invece in America la nipote la cui emotività porterebbe a lasciare trasparire l’inganno, solo che quest’ultima parte lo stesso. Parlare o non parlare?

La regista, cinese trapiantata in America, ha attinto alla sua esperienza personale (per questo una bugia vera…) e a un suo racconto recitato in radio sull’episodio successo alla sua famiglia per raccontare una storia che è fortemente calata nella realtà odierna cinese, con la sua dicotomia tra grande tradizione e grande modernità, tra attaccamento alle radici e spinta a “lasciare il nido”, tra nuova vita e vita vecchia, ma che è veramente una storia universale, la storia di ogni famiglia che deve affrontare una situazione così difficile con tutta la difficoltà tra il dire e il non dire, la storia di ogni rapporto di famiglia, la storia dei rimpianti e dei dolori delle famiglie “disperse”, ma anche la storia degli affetti e dei legami inscindibili. Quindi un film contemporaneamente molto cinese, e molto poco cinese, insomma un film molto universale e non solo perché la regista è sino americana e la produzione americana, forse una spinta per una nuova cinematografia cinese che non sia più legata agli stilemi del passato, tutto Wuxia (il cappa e spada cinese), classicismo o simil neo realismo, più Hong Kong al suo meglio che kung fu, più Ang Lee di Brokeback Mountain che di La tigre e il dragone.

Il tutto comunque raccontato con il sorriso più che con le lacrime, con la stessa insopprimibile positività che accomuna la interprete di nonna Nai Nai alla vera nonna della regista che compare in video ai titoli di coda (qui evito lo spoiler, ma mi limito a dire che il sorriso e la positività possono molte cose…).

Da ultimo impossibile non citare la rapper e attrice sino americana Awkwafina, fresca vincitrice del Golden Globe nella sezione miglior attrice protagonista in un film commedia o musicale per questo suo ruolo della nipote con il legame emotivo più forte con la nonna, per lei confidente e mentore e ancora con un passato e una famiglia con cui la giovane non vuole tagliare, nonostante la sua vita sia ormai altrove, proprio perché nell’ancoramento col passato trova la ragione e la forza per il presente e per il futuro.


Tratto da una bugia vera…


Titolo originale: Farewell (Farewell – Una bugia buona, 2019)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Awkwafina (Billi Wang), Tzi Ma (Hayyan Wang), Diana Lin (Jian Wang), Zhao Shuzhen (nonna Nai Nai), Lu Hong (sorella di Nai Nai)

Haiyan

“Tu pensi che la vita ci appartenga. Ma è questa la differenza fra Oriente e Occidente. In Oriente la vita di una persona è parte di un tutto. La famiglia.”

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