~ The Irishman ~

un film di Martin Scorsese.


Un lungo affresco di storia americana, dagli anni ’50 agli anni ’90, con il suo intreccio di criminalità, malaffare, politica, la Storia con la S maiuscola (il caso Kennedy, il caso Hoffa, la Baia dei Porci, la Crisi dei Missili, il Kosovo..) e con la dimostrazione di un lato oscuro, sordido, tutto da scoprire di molte pagine di questa storia, raccontata attraverso la voce narrante di un De Niro finalmente tornato ai suoi livelli di un tempo (quasi dimenticati dopo tanti anni di film “alimentari”) nei panni di un camionista irlandese che diventa contemporaneamente sindacalista e braccio destro del controverso personaggio che rispondeva al nome di Jimmy Hoffa (un sontuoso Al Pacino) e uomo di fiducia di mafiosi (un piccolo ruolo per Harvey Keitel e una interpretazione magistrale per un Joe Pesci finalmente non solo bravissimo ma anche estremamente misurato e mai sopra le righe).

Russell Bufalino

“Sai perché Dio ha fatto il cielo così alto?” […] “Così gli uccellini non possono battere la testa”

Un film magnifico, epocale non tanto per la sua durata di tre ore e mezzo ma per il suo respiro e la sua ambizione di raccontare la Storia attraverso le storie. Storie di uomini che vanno incontro alla loro sconfitta come esseri umani, la perdita di tutto, la perdita degli affetti, la perdita della vita… perché il senso di ineluttabilità di un destino finale di mortalità pervade tutto il film, non in senso funereo, e neppure per il numero di morti ammazzati rappresentati, ma nel senso della caducità delle cose umane, e non a caso la maggior parte dei personaggi sono accompagnati e spesso presentati da una sovrimpressione con data e modalità della morte (mi è venuto in mente Kubrick e la frase finale di Barry Lyndon… “i suddetti personaggi vissero e disputarono” [..] “ora sono tutti uguali”, sono morti…

Frank “The Irishman” Sheeran

“Perché tre persone mantengano un segreto… due devono essere già morte!”

Al di là della bravura degli interpreti, della perfezione della scrittura, della maestria di Scorsese (basterebbe l’introduzione del personaggio di De Niro col lungo piano sequenza all’interno della casa di riposo, a “cercarlo”…), a rendere questo canto del cigno del mafia movie struggente e perfetto così meraviglioso contribuisce un uso finalmente funzionale e stupefacente della CGI per seguire la evoluzione storica dei protagonisti andandoli a ringiovanire con una perfezione che non avevo davvero mai visto, non si nota praticamente l’intervento dei tecnici degli effetti speciali, e il risultato è ai limiti del magico e dell’inquietante. Se come me non potete attendere le visioni di Netflix, avete pochi giorni e in poche sale per non farvelo sfuggire…. e per capire cosa vuol dire dipingere case…

Russell Bufalino

“Che ci facevi nel Delaware”

Frank “The Irishman” Sheeran

“Bombardavo una lavanderia!”

Ho sentito che dipingi case


Titolo originale: The Irishman (The Irishman, 2019)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Robert De Niro (Frank “The Irishman” Sheeran), Al Pacino (Jimmy Hoffa), Joe Pesci (Russell Bufalino), Harvey Keitel (Angelo Bruno), Anna Paquin (Peggy Sheeran)


Frank “The Irishman” Sheeran

“Stia attenta… il tempo va veloce!”