~ C’era una volta a… Hollywood ~

un film di Quentin Tarantino.

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Reduce dalla visione in anteprima originale di C’era una volta a… Hollywood comincio col dire che non è il miglior Tarantino: non ha il ritmo, i dialoghi, i monologhi, la costruzione, il ritmo dei suoi migliori film, non ha le trovate, non ha paradossalmente le musiche… dico paradossalmente ma forse il fatto di essere in qualche modo costretto ad usare musiche di un certo periodo storico è stato limitativo… quanto alla direzione degli attori i cameo di super attori come Al Pacino, Bruce Dern, Kurt Russel (ma anche di personaggi feticcio come Marsden e Zoe Bell, (e chissà come sarebbe stato il tagliato Tim Roth) sono e rimangono tali, dei camei, non molto di più, di gran classe ma tutto lì. E anche il personaggio di Margot Robbie ha poco sviluppo… eppure.. eppure è un buon film, pieno dello spirito di Tarantino, il suo umorismo a volte macabro, il suo gusto grand guignolesco, le sue esplosioni parossistiche di violenza, il suo grande amore per il cinema, e pure per la televisione. Il suo spaccato ironico, affettuoso, ma anche a suo modo spietato del mondo della celluloide a fine anni ’60, dall’alto di Polański al basso della televisione western, dagli spaghetti western ai film di genere non lascia indifferenti, ed è il vero cuore del film, che ruota tutto intorno a lle interpretazioni dei due protagonisti Di Caprio e Pitt. E i due funzionano splendidamente, sia presi singolarmente sia come alchimia come coppia, e se su Di Caprio non avevo molti dubbi io che pure non sono un grande estimatore di Pitt qui non posso che ricredermi. E devo dire che anche il personaggio di Margot Robbie, ovvero Sharon Tate, pure essendo appena abbozzato, ha un suo momento di assoluto fulgore… la scena in cui lei va ad assistere ad un suo film, e viene rapita dalla magia del cinema e dalle reazioni del pubblico in cui si immerge, è veramente un momento bello, delicato, poetico (sì, nonostante il tocco di feticismo per i piedi che Quentin non si fa mai mancare) e fa immediatamente amare il personaggio, più per come è ideata la scena che per come è recitata (Margot Robbie è come sempre radiosa, ma qui non ha molto spazio per recitare, però buca lo schermo come lo poteva fare una Marylin) e fa “parteggiare” per la soluzione che adotta…

Sharon Tate

E mettiamo che io fossi nel film!

Eh sì perché come aveva fatto in Inglourious Basterds Quentin prende la Storia e la riplasma, ne fa una favola che può cambiare il finale, avere il suo finale diverso al punto che certi nomi non compaiono mai. Mai si parla ma solo si mostra la Family, si vede per un attimo e solo si menziona come Charlie (ma del resto così si riferiva a lui la Family…) Charles “Satana” Manson… poi se uno vuol sapere la vera storia della Family, di Charles Manson, di Helter Skelter e del Massacro di Bel Air, se vuole capire i meccanismi, il contorno, le motivazioni, la storia i protagonisti, e anche capire a fondo certe scene di questo film alla fine deve vedere il bellissimo e terrificante nella sua asciuttezza e nella sua profondità Charlie Says diretto da Mary Harron e presentato a Venezia un anno fa (con un Matt Smith da premio nei panni di Manson)… e chissà se a Tarantino fosse rimasto in testa quel film mentre pensava al suo e in particolare al finale… anche lì c’era un What if… anche se sul modello Sliding Doors, cosa sarebbe successo se… invece della terribile realtà di quello che è davvero capitato, ed era un cosa sarebbe successo se come un sogno e limitato alla vita, alla salvezza di una delle protagoniste… qui il twist finale è puro Tarantino, è puro bastardi senza gloria… per parafrasare Woody Allen niente che non si possa risolvere con una sigaretta all’lsd e un lanciafiamme, o per citare Clint Eastwood (e come non pensare a lui per il personaggio dell’attore di western televisivi che va a girare gli spaghetti western?!) “hai presente che di tanto in tanto si incontra uno che è meglio non far inca**are? Be’ quello sono io”, diceva Clint, qui sono due, Pitt e Di Caprio, ovvero l’equivalente del Cavaliere Nero, e si sa che al Cavaliere Nero… be’ se non la sapete cercatevi la storiella di Proietti! Scherzi a parte, bella favole se fosse potuta finire così… e come intrattenimento, come favola, come atto d’amore per il cinema alla fine funziona. La Storia con la S maiuscola è un’altra cosa, e per stavolta anche i capolavori sono un’altra cosa, ma sono contento di aver visto il film, lo terrò comunque nella mia cineteca personale e sognerò anch’io come sarebbe stato bello se qualcuno avesse potuto riservare alla Family “un trattamento medievale” per il ehm suo posteriore (Marcellus wallace docet…).


C’era una volta… Tarantino. Influenzati dalle grandi aspettative che si erano andate a creare, con grande sorpresa si dimostrato un film deludente. La fedele ricostruzione del periodo storico e le lodevoli interpretazioni del cast celebrano un collage di cinema coinvolgente, ma in fin dei conti, non un capolavoro…


Titolo originale: Once Upon A Time In… Hollywood

Paese di produzione: Cina, Regno Unito, Usa

Principali interpreti: Leonardo DiCaprio (Rick Dalton), Brad Pitt (Cliff Booth), Margot Robbie (Sharon Tate), Emile Hirsch (Jay Sebring), Margaret Qualley (Pussycat), Timothy Olyphant (James Stacy)

Charles Manson

Sono il diavolo. E sono qui per compiere l’opera del diavolo!

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