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22 Luglio

22 Luglio

~ 22 Luglio ~

un film di Paul Greengrass.


Dopo gli attacchi terroristici norvegesi nel luglio del 2011, un giovane sopravvissuto, le famiglie in lutto e il paese vogliono superare il dolore e chiedono giustizia.


Ci sono eventi storici che rimangono impressi nella memoria e dei quali ci si ricorda esattamente il luogo dove si é appresa la loro notizia. Personalmente ero in Sardegna con mia moglie quando si svolsero gli attacchi terroristici in Norvegia il 22 luglio 2011 e fui turbato non poco dal fatto come anni prima, sempre in vacanza e nello stesso mese estivo lo fui con la mia famiglia nel 1997 per l’omicidio di Gianni Versace e per l’incidente del volo Concorde Air France 4590 a Parigi. Scritto dalla penna giornalistica della scrittrice norvegese Åsne Seierstad e con uno sguardo al limite del documentario del regista britannico Greengrass (due specialisti che da anni ripercorrono e testimoniano con grande drammaturgia tragedie su fatti realmente accaduti), il film riassume e ricrea fedelmente il piano orchestrato dal trentaduenne norvegese simpatizzante dell’estrema destra Anders Behring Breivik. La sequenza della preparazione degli ordigni volti ad attaccare il governo Laburista dello Stato monarchico e il successivo massacro di ragazzi (il futuro del Paese) nel campo estivo nell’isola di Utøya si ricorda oggi come uno dei giorni più tristi per questa Nazione.

Jens Stoltenberg (Primo Ministro): “Al male reagiremo con più democrazia e più umanità”.

L’attore Anders Danielsen esprime con fermezza tutta la freddezza dell’uomo che ha sacrificato per il suo credo settantasette persone innocenti, perlopiù giovani e adolescenti. Lo spettatore, nel disperato tentativo di comprendere il vero motivo che ha portato al folle gesto, viene coinvolto da prima con forte pathos all’esecuzione della strage sull’isola (la fredda e meccanica esecuzione dall’aspetto di tiro al bersaglio) per poi concentrarsi nella seconda parte del film principalmente sul funzionamento della democrazia giudiziaria con la scelta di un avvocato di sinistra nel difendere l’imputato Breivik, “un mostro” che esprime senza freni e con tutta lucidità la sua deposizione in tribunale inneggiante alla fine del multiculturalismo.

Breivik: “Quest’oggi parlerò a nome di tutti gli europei che sono stati espropriati dei loro diritti etnici, autoctoni, culturali e territoriali persino”.

L’evoluzione psicologica dei personaggi, seppur interessante, si dilunga e indebolisce il livello di adrenalina vissuto nella prima parte. La pellicola si affievolisce così lentamente, spegnendosi prima del finale e perdendo di originalità nella sua morale politica e documentaristica, mancando di una convincente lettura della realtà.


Il lato oscuro di un mostro contemporaneo in un intenso dramma civile che rispetta con merito il dolore per le sue vittime…


Titolo originale: 22 July (22 Luglio, 2018)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Anders Danielsen Lie (Anders Behring Breivik), Jonas Strand Gravli (Viljar), Jon Øigarden (Geir Lippestad), Isak Bakli Aglen (Torje), Seda Witt (Lara)


Viljar: “Ma adesso, io so che il mio destino non è segnato. Perché nella mia vita c’è la mia famiglia, ci sono i miei amici, i ricordi, la speranza, i sogni, l’amore. E lui non ha niente, lui è completamente solo. Marcirà in prigione mentre io, io sono sopravvissuto e scelgo di vivere”