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The Florida Project

The Florida Project

~ The Florida Project ~

un film di Sean Baker.


Le vacanze estive di Moonee – una bambina di sei anni – trascorrono all’insegna della spensieratezza, tra avventure e disavventure con amici e regole improvvisate, dove la preoccupazione principale sembra quella di sfidare la buona fede degli adulti che li circondano, a loro volta costretti quotidianamente nel confrontarsi con le difficoltà della vita reale.


Proprio li, appena dietro al paese dei balocchi (il Walt Disney World Resort di Orlando) si nasconde il lato oscuro dell’America contemporanea, diversa da quella patinata, stereotipata e ricca che siamo abituati a vedere. Dietro ai fasti del posto più felice sulla Terra (come recita lo slogan del Parco) si nasconde una società malata, che stenta a sopravvivere nel degrado. Baker segue il filone della recente filmografia americana, focalizzando l’attenzione sulla patologia che sta aggredendo nel tempo il “sogno a stelle e strisce” e il tramonto della promessa di felicità a cui tutti potevano aver accesso. Viene presentata dal regista contemporaneo l’essenza di un Paese pieno di contraddizioni con la sua deriva economica, sociale e culturale. Il Project del titolo sembra voler alludere al fatto che, in qualche misura, la Florida è un paradiso terrestre riconquistabile, un paese delle meraviglie dove il microcosmo di conglomerati architettonici dai nomi fantastici e dai colori sgargianti, nati per accogliere i turisti, sono ora spazi dove lo sguardo adulto vede solo macerie della storia e deserti emotivi, rifugio di disagiati arenati e radicati da tempo. La naturalezza, la spontaneità (e la bravura) del cast, rende gli attori del tutto convincenti. Willem Dafoe (la figura paterna e protettrice del film) suona lo stesso spartito degli attori non professionisti che lo circondano, riuscendo a disegnare infinite traiettorie emotive che riconducono al Neorealismo italiano, agli Anni in Tasca di Truffaut e al recente realismo dei fratelli Dardenne.
Un dramma sociale girato ad altezza bambino e dal finale toccante. Nel finale, la corsa poetica delle due ragazzine lungo i negozi di souvenir che circondano i loro complessi residenziali (il Magic Castle Motel e il Futurworld), si conclude come un’illusione nella piazza antistante al castello del Magic Kingdom. La stessa corsa senza speranza che affronta Antoine Doinel verso il mare, nel finale del capolavoro di Truffaut I 400 colpi (Les Quatre Cents Coups). 

Nel sogno chiamato Florida, lo sguardo destrutturato dei bambini come unica via di fuga dal dolore degli adulti…


Titolo originale: The Florida Project (The Florida Project, 2017)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Willem Dafoe (Bobby), Brooklynn Prince (Moonee), Bria Vinaite (Halley), Valeria Cotto (Janney), Caleb Landry Jones (Jack), Macon Blair (John), Christopher Rivera (Scooty)


Bobby (rivolto a Halley): “Ho una registrazione con i tuoi bambini che entrano illegalmente nella sala elettricità e tolgono la corrente. Se succede ancora sei fuori. È solo la seconda settimana d’estate e c’era già un pesce morto in piscina.

Moonee: “Stavamo facendo un esperimento. Cercavamo di riportarlo in vita. Non è stata una mia idea”

Bobby (rivolto a Halley): “E i gavettoni ai turisti? Non si può cazzaggiare coi turisti”

Scooty: “Non ci hanno dato spiccioli!”

Bobby (rivolto a Bobby): “Oh, mio Dio. È inaccettabile. Sono proprio un fallimento come madre, Moonee. Che figure mi fate fare!”

Moonee: “Si mamma, che figuraccia!”

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