The Shape of Water

Square

4 Stelle

~ The Shape of Water ~

un film di Guillermo Del Toro.


Baltimora, 1962. Durante i primi anni della Guerra Fredda, in un laboratorio segreto ad alta sicurezza voluto dal governo americano, lavora come addetta alle pulizie Elisa, una donna affetta da mutismo e intrappolata in una vita di solitudine. Ma tutto cambia quando insieme alla sua collega afroamericana Zelda scoprono uno strano esperimento non classificato; una creatura anfibia dai lineamenti umani che vive in cattività all’interno di una cisterna. L’incantevole Elisa riuscirà a conquistare il mostro dall’animo sensibile, senza per questo combattere per dimostrare il proprio amore.


Del Toro, ispirato come non accadeva dal Labirinto del fauno (2006), ci racconta una fiaba sovrannaturale di un amore impossibile. Una visione romantica di due diversità e solitudini che si comprendono e si integrano, fino al sacrificio della propria natura. Ricalcando il passato, c’è nell’opera un’incredibile magia – sottolineata dal jazz dell’anima, dalla suggestiva scenografia, dalla fotografia virata su oscure tonalità abissali di verde – per mezzo della quale una mitologia ancestrale di un archetipo come La bella e la bestia viene riletto in una chiave profondamente originale. Un film che mescola l’incredibile forza visiva con una sublime leggerezza narrativa, intesa come perfetta armonia di poesia e emozione. (Si pensi alla scena ripresa nell’immagine di copertina, con l’abbraccio dei protagonisti nel bagno immerso dall’acqua).

“Questo film trova la nostalgia dei sogni passati, lavora su un immaginario che percepiamo come lontano e da cui ci lasciamo travolgere oltre ogni resistenza, fluttuando come nel momento migliore di tutto il film, in una massa d’acqua al riparo da tutto assieme ad un amore impossibile e bellissimo, così a lungo atteso” (Gabriele Niola)

Attraverso un uso magistrale della commistione di generi: il dramma, la commedia, il sentimentale, il musical, il thriller, il fantastico, la creatura mostruosa per somiglianza si accosta al Mostro della laguna nera (1954, Jack  Arnold), si innamora come King Kong, cura le persone che gli stanno al fianco ed è braccato come E.T. rigettato da tutti nonostante il buon cuore come Frankenstein. Del Toro non focalizza l’attenzione dello spettatore sulla creatura, questo lo si comprende dalla bassa caratterizzazione del suo personaggio. Accentra invece lo sguardo sulla simbiosi tra i due protagonisti. La finzione è la vera realtà, e i veri mostri sono travestiti da persone comuni come l’antagonista colonnello Strickland che personifica il mito del sogno americano che muore sotto i colpi dell’ottusa incomprensione. Il progresso e la smodata ricerca della conoscenza distruggono la bellezza della quotidianità (la casa, la famiglia…). Questa è la profonda morale che il regista messicano attribuisce alla storia.


Una favola onirica che incanta e fa sognare…


Titolo originale: The Shape of Water (La forma dell’acqua – The Shape of Water, 2017)

Paese di produzione: Usa

Principali interpreti: Sally Hawkins (Elisa Esposito), Michael Shannon (colonnello Strickland), Richard Jenkins (Giles), Octavia Spencer (Zelda), Michael Stuhlbarg (Hoffstetler), Doug Jones (la creatura)


Narratore: “Se dovessi raccontarlo… se davvero lo facessi, da dove dovrei iniziare? Mi chiedo… dovrei dirvi quando è successo? A quanto pare è successo molto tempo fa, negli ultimi giorni di regno di un nobile principe. O dovrei dirvi dove è successo? Una piccola città vicino alla costa ma lontana da tutto il resto. Oppure non lo so… dovrei parlarvi di lei. La principessa senza voce. O forse dovrei solo avvisarvi della veridicità di questi eventi. Una storia di amore e di perdita e di un mostro che cercò di distruggere tutto.”

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