Chiamami col tuo nome

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4.5 Stelle

~ Chiamami col tuo nome ~

un film di Luca Guadagnino.


A metà degli anni Ottanta, nell’Italia settentrionale, il diciassettenne Elio, un musicista più colto e sensibile dei coetanei, l’unico figlio della famiglia italo-americana di origine ebraica dei Perlman, si prepara ad affrontare un’altra noiosa estate nella villa dei genitori quando l’arrivo di Oliver, accademico americano ventiquattrenne giunto per aiutare il padre di Elio, insigne professore ed esperto di cultura greca, sconvolgerà i suo giorni. Durante le sei settimane di permanenza dell’ospite, tra i due giovani nasce un vero desiderio d’amore, travolgente e irrefrenabile.


La sceneggiatura, scritta da James Ivory, è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo di André Aciman. Terzo e ultimo film della “Trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015), il film risulta la punta di diamante tra le opere del regista siciliano. Si parla fin dai titoli di testa di una bellezza classica – rimarcata dagli studi del padre/ricercatore di Elio.

“Una bellezza che non resta ancorata nella polvere della storia o dell’archeologia ma si traduce, per l’adolescente Elio, in un corpo, in una persona”. (Giancarlo Zappoli)

Guadagnino omaggia i grandi maestri del cinema nostrano ricalcando per intensità opere come: The Dreamers – I sognatori (2003) di Bernardo Bertolucci e La meglio gioventù (2003) di Marco Tullio Giordana. Delicato, intenso e malinconico. Il primo film post gay, come recita la critica americana. Una diversa rappresentazione dell’amore gay con i due protagonisti spaventati non perché innamorati di un’altro uomo, ma solo per l’intensità del loro sentimento e dal timore di non essere ricambiati. Come succede a chiunque. Nel finale, il sincero e profondo discorso del padre di Elio al figlio, merita di essere ricordato nel tempo. Forse, un ritratto troppo poco realistico – al limite del fiabesco – per l’Italia degli anni Ottanta, ma comunque un quadro affascinante, positivo e carico di ottimismo per le generazioni future. Per l’ottima interpretazione dei protagonisti – su di tutti la recitazione del giovane Timothée Chalamet – l’opera merita di essere vista in lingua originale.


Il desiderio e l’essenza di un ragazzo che scopre l’amore, filosofia stessa di vita…


Titolo originale: Call Me by Your Name (Chiamami col tuo nome, 2017)

Paese di produzione: Brasile, Francia, Italia, Usa

Principali interpreti: Timothée Chalamet (Elio Perlman), Armie Hammer (Oliver), Michael Stuhlbarg (Lyle Perlman), Amira Casar (Annella Perlman), Esther Garrel (Marzia), Victoire Du Bois (Chiara)


Oliver: “Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio…”

[…]

Lyle Perlman: “Sei troppo sveglio per non capire quanto sia raro, speciale, ciò che avete vissuto voi due […] Ciò che voi avete vissuto aveva tutto e nulla a che fare con l’intelligenza. Lui era in gamba. Siete stati fortunati a trovarvi, perché siete in gamba entrambi […] Il che vi rende uguali. Quando meno te lo aspetti la natura subdolamente trova i nostri punti deboli. Solo… ricorda che sono qui. Magari ora vorresti non provare nulla. Forse non hai mai voluto provare nulla. E… ehm… forse non è con me che vuoi parlare di queste cose, ma senti quel qualcosa che hai ovviamente provato. Senti, voi avete avuto una bella amicizia. Forse più di un’amicizia. E io vi invidio. Al mio posto, molti genitori vorrebbero che la faccenda svanisse. Pregano che i loro figli caschino in piedi, ma io non sono un genitore del genere. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta che a trent’anni siamo prosciugati e ogni volta che ricominciamo con qualcuno diamo sempre meno. Ma renderti insensibile così da non provare nulla… è uno sbaglio. Ne ho parlato abbastanza? Allora dirò solo un’altra cosa per schiarirti le idee. Posso esserci andato vicino, ma non ho mai avuto quello che avete voi due. Qualcosa mi ha sempre trattenuto, o bloccato. Come vivi la tua vita è affar tuo. Solo ricorda… i cuori che abbiamo nel corpo ci vengono dati una sola volta e… prima che tu lo capisca, ti si è consumato il cuore e, riguardo al tuo corpo, arriva un momento in cui nessuno se ne preoccupa. E ci vuol poco per arrivarci. In questo momento c’è dolore, pena… non soffocarlo. E con esso, la gioia che hai provato”

Elio Perlman: “Mamma lo sa?”

Lyle Perlman: “Non credo!”

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