Historica #1 – Airborne 44 | La battaglia delle Ardenne

Dicembre 1944. L’offensiva delle Ardenne infuria da diversi giorni. Hitler ha ordinato di spazzare via gli Alleati sul fronte Occidentale e la sensazione è che chi resisterà avrà la vittoria finale in pugno. Nel primo di due episodi, distinti ma legati da un colpo di scena nel finale del libro, il protagonista è un soldato americano di nome Luther Yepsen della 82° Divisione autotrasportata degli Stati Uniti. Giace inizialmente in una pozza di sangue all’interno di una foresta innevata della Bretagna. È ferito e ha perso due dita della mano in uno scontro a fuoco ravvicinato con il nemico. Da giorni è tormentato per aver ucciso involontariamente con una granata una madre e i suoi due bambini a Carentan, un piccolo villaggio in Normandia. Lontani colpi di mortaio riecheggiano nelle sue orecchie e gli ultimi anni di una terribile guerra scorrono davanti ai suoi occhi. Rachel e Louise, due ragazzini ebrei in fuga, cercano di soccorrerlo: dalla sua salvezza può dipendere la loro. Giunti in una vicina fattoria, Luther si innamora della giovane proprietaria Gabrielle. La donna però è sposata. Da oltre quattro anni non ha più notizie del marito Egon Kellerman, un disertore dell’esercito tedesco arruolato con la forza assieme al padre e al fratello della moglie. Egon è vivo ed è braccato senza sosta da un comando tedesco perché testimone delle crudeltà operate da SS, Gestapo e dai reparti speciali Einsatzgruppen. Il soldato cela con se diversi rullini fotografici che comprovano la verità dei fatti e i protagonisti di orrendi crimini di guerra. Alle prove di eccidi che difficilmente sarebbero stati compresi, e tanto meno approvati, dalle future generazioni di tedeschi, le autorità nazionalsocialiste avviarono “l’operazione speciale 1005” ordinata da Himler nel 1942 che mirava a nascondere a sopprimere ogni traccia degli eccessi nazisti nei paesi dell’Est Europa. Il ritorno inaspettato di Egon nella vita di Gabrielle porterà alla nascita di un gruppo di fuggitivi, guidati da Luther. I protagonisti della prima parte non sono gli unici destini che si incrociano. Sei anni prima, Gavin Jentro, uno yankee di 17 anni aveva passato le vacanze in Normandia, innamorandosi della bella Joanne e condividendo la più bella estate della loro vita. L’amore tra i due ragazzi divisi da un oceano, però, si era interrotto nel la primavera del 1944 e, arruolatosi nell’esercito, Gavin non può che pensare alla sua amata durante il terribile sbarco in Normandia, dove promosso a grado di sergente guiderà l’avanzata medica nella battaglia di Carentan. Giunto a Saint-Lô ritroverà l’amata Joanne che unita alla Resistenza si trova sul campo come infermiera volontaria. Trasferita sul fronte belga, presterà soccorso proprio a Luther. La famiglia che il soldato aveva ucciso a Carentan si scopre essere proprio quella di Joanne. Tornata negli States, si ricongiunge infine a Gabin, sopravvissuto a uno scoppio di una mina. Nelle pagine finali, tutti i protagonisti si ritrovano per commemorare i caduti sul suolo francese e per trascorrere in barca una gita a New York dall’amico Luther. Guardando la Statua della Libertà riflettono sul futuro, mentre interrompono la notizia alla radio dell’arrivo del presidente Kennedy a Dallas il 22 novembre del 1963. L’ultima vignetta anticipa la caduta delle torri gemelle, ciò che è il senso globale del libro: le guerre esisteranno sempre… come afferma un comandante nazista “perché le coesioni sociali nascono per difendersi dalle altre”. La bellezza umana rimane anche se sfigurata a causa degli orrori della guerra. Tra continui flashback, violenza e un realismo a volte doloroso, Philippe Jarbinet riversa nei suoi magnifici acquarelli tutto il suo amore per la Normandia e per un popolo che ha sofferto la barbarie nazista della Seconda guerra mondiale.

Film sul tema consigliato: Ardenne ’44, un inferno (Castle Keep), diretto da Sydney Pollack nel 1969.


Historica #2 – Bois-Maury | La croce e la spada

Quattro storie auto-conclusive tratte dall’imponente saga Le Torri di Bois- Maury disegnata dal belga Hermann Huppen e sceneggiata abilmente dal figlio Yves. Come scritto nella sinossi della quarta di copertina: “Il nobile cavaliere Aymar di Bois-Maury, all’inizio del XII secolo, ha percorso l’Europa del Medioevo e si è spinto fino in Terra Santa a protezione dei pellegrini, pur di riconquistare i suoi possedimenti e il suo castello, a suo dire fornito delle più belle torri di tutto il mondo cristiano. Alla morte di Aymar, i suoi discendenti saranno testimoni di un’Europa in continua trasformazione, dove lo scontro tra civiltà, religioni e popoli sembra essere l’unico filo conduttore della storia umana e la Santa Croce viene spesso confusa con la spada”. Nel primo episodio (l’unico del volume ambientato nel Medioevo a differenza degli altri che si svolgono nel XVI sec.) il protagonista è un principe spagnolo di nome Rodrigo. In lotta tra la fede cristiana e le meraviglie della cultura mussulmana, il giovane cavaliere scoprirà, prendendo parte a una battaglia contro i Mori, le sue origini francesi. Il secondo episodio si svolge in terra fiamminga e le atmosfere si fanno decisamente più cupe. Le tavole di Hermann sembrano manifestazioni di un canto dell’Inferno dantesco o un incubo dipinto su una tela da Pieter Bruegel il Vecchio, l’osservatore distaccato e ispirato dalle peripezie dei protagonisti che sono tormentati dall’avidità nella lotta feroce tra cattolici guidati dalla cecità della Santa Inquisizione e i luterani. Seguono le tavole decisamente più vivaci dell’armata polacca (cattolica) in marcia verso Mosca per rovesciare lo zar ortodosso Boris Godunov. Chiude un indios del Sudamerica che rifiuta la conversione al cristianesimo che un sacerdote conquistadores vorrebbe imporgli. Qui, il nostro discendente di Bois-Maury morirà ritratto in una bellissima scena finale ucciso da un giaguaro mentre rimane accecato di gloria per l’ultimo sguardo al cielo che rivela il suo Eldorado, la cima di un palazzo Incas che si erge tra la fitta giungla.

Film sul tema consigliato: El Cid, diretto da Anthony Mann nel 1961.


Historica #3 – Memorie della Grande Armata | L’esercito di Napoleone

1807. Dopo le vittorie di Austerlitz, di Jena e di Auerstädt, la Grande Armata napoleonica attraversa la Polonia per prendere posizione in terra russa. Riviviamo la campagna del glorioso esercito di Bonaparte nelle gesta del soldato Marcel Godart, soprannominato “il belga”. Godart é un ex insegnante che ha lasciato moglie e figli per arruolarsi nella compagnia d’élite del 2°cacciatori, la cavalleria che guida la marcia dell’imperatore di Francia. Tra presagi, scaramucce e vendette la Grande Armata procede la sua avanzata. La vittoria nella battaglia di Friedland costringe lo Zar a siglare l’armistizio, ma la Campagna di Russia é rimandata solo di qualche anno. Nel 1812, infatti, l’Armata procede fino al cuore della Santa Russia, incrociando il proprio cammino con quello dei formidabili cosacchi. Centrale é il ruolo del cavallo visto più come un soldato che come un animale. “Un altro compagno che non rivedrà il posto in cui é nato” confessa un soldato alla morte del suo fedele cavallo. Tra attacchi di lupi, opportunismo, diserzioni e la guerriglia dei briganti russi, ogni milite tenta disperatamente di mantenere ben saldi i valori dell’onore militare, cercando di sopravvivere fino alla battaglia successiva. L’ultimo capitolo si apre con il funerale del belga. A quarant’anni di distanza, il figlio del tenente Godard, Charles, rinnega il passato del padre. Ritrovati in un vecchio baule i suoi cimeli di guerra, legge le memorie di un veterano che ha preferito i campi di battaglia alla famiglia, diventando il testimone di un esercito che per anni non ha mai subito sconfitte. Una milizia che ha seguito con lealtà Napoleone da Parigi a Mosca, diffondendo le conquiste dell’Illuminismo francese e gettando i semi di un’Europa unita. “Bonaparte, primo console della Repubblica Francese, 30 Termidoro anno X, 2°reggimento dei cacciatori a cavallo” (Incisione sulla lama del tenente Godard).

Film sul tema consigliato: L’armata a cavallo (Csillagosok, katonák), diretto da Miklós Jancsó nel 1968.


Historica #4 – Vae Victis! | Giulio Cesare e le guerre galliche

Con questo libro Historica propone i primi quattro episodi della saga Vae Victis! che lo scrittore Simon Rocca e il disegnatore Jean-Yves Mitton hanno sviluppato in 15 volumi fra il 1991 e il 2006. A sette secoli dalla fondazione di Roma, la Repubblica é retta da un triumvirato costituito dalle figure più importanti del suo tempo: il ricco Crasso, il brillante Pompeo e lo stratega Cesare. Console nel 59 a.C., Caesar ottiene dal Senato il comando di tre legioni (la XII, l’VIII e la IX) per spingersi a nord in cerca di ricchezza e gloria. Roma si sente potente a sufficienza da conquistare il mondo conosciuto, ma fuori dalle mura capitoline sembrano regnare solo guerre e barbarie.  Seguiamo da vicino le peripezie di Ambra, giovane schiava britanna fuggita dalla capitale per avvertire i propri compatrioti dell’incombente invasione delle legioni romane. Lungo la strada, la bella e provocante protagonista fa perdere la testa a diversi uomini: dal bandito Garak al valoroso guerriero Cloduar, dal medico stregone Milone fino a Giulio Cesare in persona. Nonostante il tradimento degli Edui (popolo disertore poiché corrotto dal ricco Crasso) Cesare sconfigge gli Elvezi. Nella confusione della battaglia, Ambra e l’amato Garak fuggono dalla prigionia barbara ma vengono catturati dai Germani. Il loro capo, Ariovisto é fiancheggiato da un altro traditore, un certo Marcello Diddio vecchia conoscenza di Garak che avrà modo in seguito di vendicarsi fino ad ucciderlo. Nel finale, Milone scaglia una freccia con l’intento di fermare il sacrificio di Ambra e del figlio di Garak che porta nel suo grembo. Tra credenze druide e sacrifici umani Cesare é pronto a ritornare sul campo di battaglia per arrestare una nuova avanzata dei barbari.

Film sul tema consigliato: Giulio Cesare, il conquistatore delle Gallie, diretto da Amerigo Anton nel 1963.


Historica #5 – Il Gufo Reale | Battaglie nei cieli

La Seconda guerra mondiale si chiude con il Terzo Reich preso a tenaglia dalle truppe alleate a ovest e da quelle sovietiche a est. In questo scenario bellico si fonde il tema del rapporto tra amore e morte con quello dell’incontro tra due individui all’apparenza opposti ma in realtà molto simili. i protagonisti del quinto volume di Historica sono appartenenti a due opposte fazioni in conflitto tra loro ma destinati ad amarsi: il Primo Tenente Adolf Wulf, asso della Lutwaffe, e Lyra Litvasky, abilissima pilota dell’Aeronautica militare Sovietica. Wulf non manifesta alcuna adesione all’ideologia nazionalsocialista mentre Lyra è pervasa di fervore patriottico. Di rilievo anche i personaggi secondari che riescono ad imprimersi con forza nella memoria del lettore come l’inquietante figura del maggiore tedesco Testhoff dal volto sfigurato e la rigidità del colonnello Katarina Dordevich a servizio delle “streghe della notte” dell’Armata Rossa (il soprannome di una leggenda russa assunto dalle donne pilota sovietiche che lottano strenuamente in onore di Stalin). Se lo scrittore Yann Lepennetier elabora una trama avvincente partendo dalla biografia della reale Lidija Litvjak, formidabile pilota realmente distintasi e scomparsa tra le nuvole inseguita da diversi caccia tedeschi il 1 agosto 1943, Romain Hugault fa sfoggio di una non comune perizia nel riprodurre da ogni angolazione qualunque aeroplano o mezzo meccanico che affollano le tavole del “gufo reale” il mitico Heinkel He219 Uhu, considerato il migliore caccia notturno della guerra. Il finale del volume lascia aperto alla fantasia del lettore il destino comune dei nostri due protagonisti entrambi prigionieri di guerra dopo il crollo del Reich in viaggio verso i campi di detenzione sovietici.

Film sul tema consigliato: Va e vedi (Idi i smotri), diretto da Elem Klimov nel 1985.


Historica #6 – Le 7 Vite dello Sparviero | Enrico IV

Nella seconda metà del XVI secolo, la Francia venne sconvolta da cruenti conflitti che opposero la maggioranza cattolica alla minoranza protestante. Alla di morte di re Enrico III, assassinato senza lasciare un erede legittimo, attraverso la legge salica si affidò il trono a Enrico IV di Borbone che divenne il primo re francese della dinastia borbonica. Su questo sfondo, gli autori imbastiscono una trama avvincente in cui i destini di due bambini nati lo stesso giorno si compiono fra lotte di potere, intrighi e tradimenti contrappuntati dalle apparizioni e dalle profezie di una vecchia strega cieca capace di prevedere i destini dei protagonisti. I bimbi in questione sono il delfino di Enrico IV e Maria dè Medici (destinato al trono come Luigi XIII) e la piccola Ariane, figlia illegittima del barone Yvon de Troïl. Le storie delle due famiglie si incrociano otto anni dopo quando un misterioso brigante spadaccino mascherato di rosso lotta con destrezza per vendicare il popolo vessato dai nobili. Enrico IV, continuamente in astio con la moglie e la sua fedele corte cattolica, si batte per per educare il suo rampollo a una maggior comprensione del prossimo. A suo modo Ariane è sempre più attratta dal brigante nominato “lo sparviero”. Si viene a scoprire che il fuorilegge altri non è che Gabriel, fratello di Yvon de Troïl, grande spadaccino ex capitano del re, maestro di Germain Grandpin (guardia del corpo del re), nonché il presunto padre di Ariane. Gabriel dovrà vedersela però con il conte Thibaud di Bruantfou e con il monaco inquisitore Hyronimus, quest’ultimo ucciso dalla giovane Ariane mentre brandiva la sua katana verso Gabriel. Si conclude così la prima parte di questo romanzo di cappa e spada.

Film sul tema consigliato: La regina Margot (La reine Margot), diretto da Jean Dréville nel 1954.


Historica #7 – Berlino | Una città divisa

Le vicende dei tre episodi raccolti nel seguente volume sono legate fra loro e coprono un lungo arco temporale che va dal 1943 al 2006. Berlino é la vera  protagonista che viene rappresentata in tre momenti cruciali della sua storia: nel 1943, seguendo il destino di una lettera di un membro dell’equipaggio del bombardiere S-Snow White la città diventa oggetto di pesanti bombardamenti da parte delle forze aeree alleate. Con la caduta della capitale del Terzo Reich e con la fine della guerra, nel 1945 viene distrutta in un cumulo di rovine e la sua popolazione é ridotta alla fame. Dal 1948, isolata dal resto dell’Europa, diventa il banco di prova delle nuove tensioni mondiali tra Oriente ed Occidente e si trasforma nella capitale dello spionaggio. Assistiamo alla fuga degli scienziati nazisti tra il dilagare del mercato nero e il sogno di un futuro migliore. Una “guerra fredda” che culmina nel 1961 con la costruzione del muro che taglia in due la città e che metterà nuovamente a dura prova la vita dei suoi abitanti. Tra continui flashback, la trama è ricca di digressioni che contribuiscono a fornire ulteriori dettagli sia sulla storia della città, sia sulle vicissitudini dei suoi protagonisti. Marvano racconta un intreccio narrativo tra infanzie rubate di bambini e adolescenti, che si muovono crudeli e cinici nel mondo che gli adulti hanno distrutto loro intorno.

Film sul tema consigliato: Germania anno zero diretto da Roberto Rossellini nel 1948.


Historica #8 – Vae Victis! | Giulio Cesare e la conquista della Gallia

Con questo volume di Historica prosegue la saga Vae Victis! dello scrittore Simon Rocca e del disegnatore Jean-Yves Mitton. Ambra viene liberata dai Germani grazie all’arrivo di Milone. Portata in un vicino villaggio, partorisce la sua piccola Budicca. Con l’aiuto di Celtillo il villaggio si difende dall’attacco dei Bellevoci. Convinta che nelle gesta del celebre capo barbaro “Garak il guercio” si nasconda il suo amore perduto, altro in verità non si rivela che Marcello Diddio (inviato in segreto dal contriumviro Crasso) che si serve del soprannome del vero Garak colui che lo ha reso guercio per davvero. Fuggiti nuovamente, la nostra paladina riesce ad allontanarsi con una barca di pescatori ma si divide da Milone e dalla figlia, entrambi catturati da Diddio. Raggiunta la Bretagna, Ambra si unisce alla compagnia di un gruppo di saltimbanchi sperando di diffondere il più possibile la notizia di una imminente invasione da parte dei romani in Bretagna ma, di villaggio in villaggio, nessuno le crede. Nel frattempo Celtillo combatte e sconfigge “Gobanicio il traditore” riconquistando così la sua capitale e rivendicando finalmente il nome del padre e del mentore Critovax. Milone prosegue nel proteggere la piccola Budicca dalla ferocia e oscenità di Diddio sostenendo che la bimba potrebbe essere la figlia di Cesare. Per questo, il traditore romano presta soccorso alla legione di Publio Crasso riuscendo nell’intento di ottenere un confronto con il Comandante romano. Milone nel ruolo di portavoce di Diddio comprende le intenzioni di Cesare di invadere la Bretagna. Lo stesso Comandante ordina al potente medico etrusco di uccidere il suo traditore. Ambra e i saltimbanchi, guidati dal loro capo York, entrano nelle terre celtiche icene. Il gigantesco ambact Cloduard lascia il principe Celtillo per ritrovare Budicca. Catturato dai Germani viene in seguito liberato da Milone che, per mezzo dei suoi veleni, uccide sia il loro capo Torgut che Marcello Diddio. Messi sulle tracce di Budicca, due raggiungono in compagnia di una balia la Bretagna. Ambra a sua volta é fatta prigioniera da Re Sligo (il fratellastro di suo padre che la crede ritornata per rivendicare le sue terre) e scopre così che è la legittima erede di Re D’Algar. Cloduard e Milone la ritrovano dopo aver assaltato e sconfitto Sligo. Ambra riabbraccia così sua figlia e si candida regina degli Iceni (uno dei potenti clan celti). Sul fronte romano Cesare ritorna in battaglia attraversando tutta la Gallia per recarsi in Aremorica a sottomettere i Veneti che in precedenza avevano distrutto la flotta di Bruto. Si appresta infine a salpare per la Bretagna.

Film sul tema consigliato: Giulio Cesare (Julius Caesar, Miniserie) diretta da Uli Edel nel 2002.


Historica #9 – Le 7 Vite dello Sparviero | Luigi XIII

Continuano le avventure nella Francia dei primi anni del 1600. La storia è il seguito del volume: Historica 6 – Le 7 Vite dello Sparviero | Enrico IV

Il 14 maggio 1610, il re di Francia Enrico IV viene assassinato da François Ravaillac. Il regicida viene barbaramente torturato e condannato a morte dal figlio del sovrano per mezzo dello squartamento. Il delfino Luigi non può però assumere la reggenza perché ancora minorenne, per cui il governo passa nelle mani di sua madre, Maria de’ Medici, guidata dal consigliere italiano Concino Concini. Prima di spirare, il re mormora il nome di Leonardo “lingua veloce” una misteriosa figura che viene per questo sospettata come mandante del regicidio. Lo sparviero dalla maschera rossa (Gabriel) menomato nel suo ultimo duello, avrà modo di chiarire il suo passato familiare con il barone Yvon de Troïl. Rivelato al fratello che la moglie Blanche altri non amava che lui, maschera rossa si presenta al re in persona per chiedere la grazia del capitano Germain Grandpin. Smascherato, viene liberato dal suo ruolo, momentaneamente acquisito dal fratello della baronessa Ariane de Troïl, Guillemont, che presta giuramento alla sorella nella difesa dei più deboli. Ma il tempo passa e il delfino è sempre più irrequieto. Nel 1617 diventa sovrano di Francia con il nome di Luigi XIII; al suo fianco il più scaltro dei politici del tempo, il cardinale Richelieu. Ordina da reggente la dipartita della madre con l’uccisione di Concini e la scarcerazione di tutti i suoi prigionieri, compresi Germain e Gabriel. Salvata in un primo momento la vita a Ariane, Germain la violenta per poi ritrovarsi ospite del padre della stessa ragazza, Yvon. Ricambia lo sdegno proteggendo la famiglia del barone da un nuovo attacco del conte Thibaud di Bruantfou. Poco dopo Guillemont si fa catturate dal perfido conte, ma trova l’appoggio di Taillefer che uccide il suo padrone per concedere allo sparviero un duello personale. Guillemont trova così la morte e Ariane, senza più un fratello e orfana anche del suicida Yvon, brucia il castello del padre per allontanarsi a cavallo con Germain. Passano gli anni e il cardinale Richelieu presenta a Luigi il Cavalier Condor, un abile spadaccino di ritorno dalle conquiste nelle Americhe per conto degli inglesi. Il cavaliere altri non è che Gabriel, prestato allo stratagemma reale solo per poter affrontar in singolar tenzone il nuovo sparviero (la giovane Ariane che viene allenata continuamente da Germain). Prima di salpare nuovamente per le Americhe, Gabriel confessa in una lettera d’addio a Ariane di essere suo padre, ma lo stesso cavaliere la ucciderà inconsapevolmente nelle vesti di sparviero in un duello finale.

Film sul tema consigliato: I Tre Moschettieri (The Three Musketeers) diretto da George Sidney nel 1948.


Historica #10 – Gengis Khan | Il giovane Temüjin

Nel XII secolo, sotto l’eterno cielo blu della Mongolia, nasce un figlio a Yesugei “il prode”. Il bimbo, Temüjin, prende il nome di un capo tartaro appena sconfitto dal padre. Primogenito del Khan, già a dieci anni si dimostra abile cacciatore e come tradizione viene promesso alla principessa di una alleata tribù nomade, gli Ongirrat. Yesugei affida al padre della promessa sposa, Börte, l’istruzione di suo figlio. Il giovane apprende la geografia, la storia e la cultura del popolo mongolo. Temüjin è un ragazzo inquieto. Scosso per l’uccisione del padre, tradito e avvelenato da una tribù tartara, viene catturato mentre è in cerca di vendetta e messo alla konga dal popolo dei Taiciuti guidati dal loro capo Targutai. Riesce a fuggire solo grazie all’aiuto di un vecchio amico del padre, Mongliq, e a fuggire a cavallo verso la terra d’origine. Dotato di un talento furi dal comune per l’organizzazione e la strategia bellica, assai presto si renderà conto che la guerra non è che uno degli strumenti attraverso cui praticare l’arte che davvero lo appassiona e lo seduce: la politica. Stringe continue alleanze con i clan parenti riuscendo ad incrementare il numero di guerrieri e di famiglie che lo seguono lungo la steppa. Temüjin a diciannove anni è “il signore di un campo ancora piccolo ma pieno di promesse”. Tornato da Börte si sposa ma viene presto attaccato dai Merkiti, dei predoni mongoli che lo separano dalla giovane moglie. Stretta una nuova alleanza con Toghril Khan del popolo dei Kerati, si rimette a capo di un piccolo esercito. Riesce a vendicarsi dei Merkiti riabbracciando Börte che nel frattempo a dato alla luce un figlio rivendicato da Temüjin come suo erede con il nome di Joci (l’ospite). Messe da parte le tradizioni, prevale con la sorpresa sui Taiciuti. Sconfigge infine, in alleanza con l’impero cinese, i Tartari, rivendicando così l’onore del padre. 

Non credo di aver letto mai nulla sulla Mongolia e su Gengis Khan. Le mie aspettative sono state in parte ripagate da questo volume. Non mancano di certo i riferimenti alla cultura e alla tradizione di questo popolo misterioso. Seguendo le vicende dalla nascita alla formazione giovanile per arrivare alle imprese sul campo di battaglia si delinea il profilo di uno dei più valorosi conquistatori del passato. Forse quello che davvero gli manca al volume per essere al livello dei precedenti Historica è un po di brillantezza nella trama che può risultare piatta in alcuni passaggi. Sempre impeccabile dal punto di vista della realizzazione e della stampa, punto saldo della collana è l’interessante introduzione che colloca come sempre il romanzo nel contesto storico di riferimento.

Film sul tema consigliato: Mongol (Mongol) diretto da Sergej Vladimirovič nel 2007.


Historica #11 – L’ultimo volo | Sfida oltre le nuvole

Inverno 1934, il destino fa incontrare sulla Cordigliera delle Ande due abili piloti. Per il francese Pierre Lucas-Ferron e l’americano Allan Thompson è l’inizio di una travagliata amicizia che sfocerà presto in accesa rivalità, dapprima sana tra le gare aeronautiche americane, poi via via più amara e distruttiva nei cieli di guerra europei. Inizialmente la loro passione per il volo li accomuna, poi li mette l’uno contro l’altro. Dopo un brutto incidente di gara Pierre, sfigurato in volto, sopravvive e decide di avvicinarsi alla disciplina del volo acrobatico. Le sue esibizioni con la maschera gli valgono l’appellativo di “Dark Angel”. Allan invece prosegue tra onori, fama e successo la sua carriera competitiva negli Stati Uniti ma, perseguitato dai sensi di colpa nei confronti di Pierre, decide di licenziarsi per ritrovare se stesso volando come alleato sull’Europa colpita dalla guerra. A riunirli ci penserà quindi la Seconda guerra mondiale, che spingerà anche Pierre nel rivendicare l’uomo di un tempo a bordo di uno spitfire sempre per la Royal Air Force. Il confronto tra i due presto si trasforma in una caccia alle vittorie. A far da cornice finale al racconto ci sono quattro brevi storie di piloti e i loro aerei. Quattro storie di vita nell’inferno della battaglia per il controllo dell’aria. Presentate come necrologi personali riviviamo gli ultimi istanti di un kamikaze giapponese prima del suo schianto su una portaerei americana, la testardaggine di uno yankee durante un’offensiva a un convoglio di rifornimento tedesco, il coraggio di Günther, “l’Esperto” pilota della Lutwaffe e il sacrificio del pilota sovietico Alan proprio nei confronti dell’asso dalla croce di ferro del Terzo Reich.

La storia narrata scorre via velocemente se non fosse per le splendide e straordinarie riproduzioni degli aeromobili di Hugault. Imperdibili per ogni appassionato di aereonautica, questi disegni riproducono fin nel minimo dettaglio gli aereoplani protagonisti della seconda guerra mondiale. Interessante la romantica retrospettiva dei vari personaggi sullo sfondo della continua sfida. 

Film sul tema consigliato: Cielo di fuoco (Twelve O’Clock High) diretto da Henry King nel 1949.


Historica #12 – Gli scudi di Marte | Roma contro l’Oriente

Una leggenda narra che agli albori della Città Eterna, il dio Marte inviò ai suoi discendenti sulla Terra uno scudo di bronzo che avrebbe vibrato ogni qual volta un pericolo avesse minacciato Roma. Il re Numa Pompilio fece costruire undici copie di questo ancile, custodite dal collegio sacerdotale dei Salii per esibirle durante le feste di purificazione delle armi. Ottocento anni dopo, sotto l’impero Traiano, durante una cerimonia uno di questi scudi cade e rotola al cospetto dell’ambasciatore dei Parti, Vahram presagendo così che questo popolo orientale possa tramare contro Roma. L’impero, impegnato già al fronte contro i Daci, subisce infatti l’attacco al forte di Zeugma lungo la frontiera con i Parti. Sarà solo l’inizio di un incubo per la IV Legione Scythica, risparmiata dall’assalto subito ma disonorata per essersi così facilmente arresa e cacciata infine con il tradimento dal suo avamposto verso la capitale della provincia romana di Siria, Antiochia. Il legionario prefetto Lucio Ventidio Charax scopre il tradimento ordito da due suoi compagni venuti a contatto con Vahram. Il Senato chiede così spiegazioni al re dei Parti Cosroe, che ammette la responsabilità del suo ambasciatore. Nel frattempo vengono rubati dalla Capitale tutti gli scudi. Charax viene incaricato di recuperare i sacri ancilli in Oriente e scoprire se Cosroe ne sia il complice. Parte quindi in missione con un gruppo improvvisato di gladiatori falliti, traditori, l’albergatore di fiducia Simeone e la sua schiava Syra. Recuperati gli scudi con la morte di Vahram, Charax scoprirà dopo varie peripezie che il traditore altri non è che il suo commilitone Bestia, incaricato dal padre Cornelio Palma Governatore di Siria nel tramare per una possibile invasione dei Parti. Mentre l’Impero é in marcia verso Oriente guidato da Traiano e Cornelio Palma, veniamo a conoscenza da un dialogo tra i due che lo stesso Imperatore era alla regia del piano. In accordi con Palma ha permesso a Vahram e Bestia di terrorizzare l’Impero simulandone l’invasione.

Quando si tratta di Roma antica e del suo Impero con Historica non si può che rimanere affascinati sia dal romanzo storico sia per la ricostruzione rigorosamente documentata dalle splendide tavole. ll volume si conclude con questa considerazione di Traiano: “Consideriamoli i primi caduti di questa guerra. Rendiamo loro onore!”.

Film sul tema consigliato: La caduta dell’Impero romano (The Fall of the Roman Empire) diretto da Anthony Mann nel 1964.


Historica #13 – Piuma al vento | Alla scoperta del Nuovo Mondo

Monsignor Gaston d’Orleans (fratello del re di Francia) ritrova nella pensione dei “figli della carità”, un posto in cui vengono sfruttate donne pazze e malate, la baronessa Ariane di Troïl in avanzato stato di gravidanza. La corona di Francia cerca la verità sul famigerato bandito “maschera rossa”. Per questo Gaston la conduce a palazzo per interrogarla. Presa dalle doglie, partorisce ma viene privata alla nascita della sua bambina, data per morta durante il parto ma in verità sottrattale perché temuta l’erede del brigante (scopriamo infine che verrà salvata da una coppia che aveva perduto da poco una figlia). Ad Arianne non resta altro che fuggire. Guidata da una strega scopre nella sua vecchia dimora la lettera scritta dal padre prima di salpare per la Nuova Francia, in fuga nel vano tentativo di liberarsi dei suoi demoni interiori. (Testo della lettera nel finale del volume Le 7 vite dello sparviero). Accompagnata dal sicario Taillefer, che é riuscito (uccidendo la strega che la sottometteva come serva degli uccelli) a liberare Arianne dal maleficio, la baronessa di Troïl attraversa l’oceano e si avventura nelle gelide terre settentrionali del Nuovo Mondo, seguendo le tracce di un folle spadaccino che gli indiani chiamano “Falco Tonante” che altri non é che il Cavalier Condor “maschera rossa” padre di Arianne capace di regolare in un ultimo duello in singolar tenzone Taillefer. Nella natura selvaggia del Québec del XVII secolo, tra le scaramucce politiche dei colonizzatori francesi e inglesi, Ariane diverrà nota tra gli indiani come “Piuma al vento” della tribù dei Mohawk e si riconcilierà con il padre dopo mille avventure. Troverà anche la serenità e l’amore in Germain Grandpin, suo passato maestro d’armi e protettore, che ha navigato fino alle Americhe per ben due volte, la prima per vendetta, la seconda spinto dal cuore. Nel finale, i due navigano per mari come pirati e cacciatori di negrieri di ritorno in patria solo per condurre lo sparviero Gabriel di Troïl dalla sua Blanche che riposa nella cripta tra le rovine del suo castello.

Si conclude il ciclo dello Sparviero, scritto e disegnato con grande padronanza della realtà storica cui si riferisce ma anche con la consapevolezza che, in definitiva si tratta di un racconto d’avventure concepito per l’età postmoderna.

Film sul tema consigliato: The New World – Il Nuovo Mondo (The New World) diretto da Terrence Malick nel 2005.


Historica #14 – Vae Victis! | Giulio Cesare e l’invasione della Britannia

Un braccio di mare separa Gaio Giulio Cesare dalla fredda Britannia. Come nella messa in scena del De Bello Gallico, gli autori Rocca e Mitton non si limitano all’argomento bellico ma estendono e arricchiscono il romanzo storico riassumendo nella tensione drammatica la conoscenza del mondo antico anche attraverso un’accurata descrizione geografica dei territori conquistati dall’Impero romano. Il proconsole ha sete di vittorie per dimostrare a Roma di essere migliore di Crasso e Pompeo ma in cuor suo brama sempre di possedere per se Ambra, la schiava protagonista di questo meraviglioso racconto di cui e innamorato e che ora è riconosciuta con il nome di Budicca, la regina degli Iceni. Il cuore della trama è rappresentato dalla guerra, evidenziata pressoché in ogni pagina, come se si trattasse di un impulso radicato nel genere umano. Romani e Celti sono gli uni contro gli altri in questo romanzo ma ci sono contrasti tra mariti e mogli (Budicca ha un nuovo figlio di nome Algario avuto con l’aggressivo Arulf, diventato suo marito) e tra amanti che rivaleggiano per la stessa donna (l’etrusco Milone e Cesare sono sempre accecati dall’amore per Ambra). Con la Gallia conquistata ma non pacificata, nel 54 a.C., Cesare approda per la seconda volta nell’isola, stavolta con cinque legioni, ottocento navi e duemila cavalieri al suo seguito. Dopo la sconfitta nel primo attacco ad opera del popolo degli Iceni guidati dalla valorosa Boudicca, ad attenderlo nuovamente è Cassivellauno, eletto dai britanni Cingetorige, ossia “re dei guerrieri”, ma questi, pur prudente di fronte al potere e alla disciplina dell’esercito romano, viene sconfitto ripetutamente e deve accettare di sottomettersi. Ma non c’e pace per Cesare, perché la Gallia è ormai in rivolta e le tribù ostili si uniscono sempre più numerose contro i Romani, prima guidati dal carismatico re degli Eburoni, Ambiorige, poi da Celtillo degli Arverni acclamato come futuro Vercingetorice. L’Europa tutta si tingerà del sangue dei conquistatori e dei conquistati. Cesare approfitta del clima di confusione generato e compra la neutralità degli Edui per l’avanzata delle sue legioni. A fine marzo del 52 a.C., dopo aver raso al suolo Cenabum, assedia e distrugge la città più ricca dei Biturigi, Avarico, massacrando l’intera popolazione dell’oppidum gallico. La vittoria provocherà al generale romano un senso di onnipotenza tanto da indurlo a pensare di battere il nemico in una campagna rapida e efficace. Ma la storia riserverà altra sorprese all’Impero e allo stesso Cesare, ormai invecchiato e sempre più calvo (cambiato nell’aspetta ma anche nel cuore dopo la perdita della figlia Giulia) e prossimo all’esilio drammatico della propria esistenza.

Film sul tema consigliato: Roma (Roma) serie televisiva creata da Bruno Heller, John Milius e William J. MacDonald nel 2005.


Continua il viaggio nella Storia…

Nel breve la recensione di: Historica #15 – Belem | L’ultima traversata

Aggiornamento 14/09/2020

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